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PESCARA. Dopo l'incontro di ieri le richieste per la categoria dei commercianti sono chiare: la stagione estiva stenta a partire ed i problemi mai risolti di traffico e parcheggi potrebbero contribuire a danneggiare una stagione che per ora non apparirebbe rosea.
«Sospendiamo ogni provvedimento di attuazione del piano traffico, e rimandiamo la discussione al termine della stagione estiva». E questa la richiesta di Confcommercio emersa ieri durante un incontro con l'amministrazione comunale. Ma l'associazione rivendica anche una amministrazione comunale "più umile" nell'accogliere suggerimenti e direttive, delle quali tenere opportuno conto, tutto questo per evitare alla città «ogni ulteriore danno derivante dall'applicazione del nuovo piano traffico e dalle relative e pericolosissime sperimentazioni».
Nell'incontro con il sindaco D'Alfonso sono state evidenziate «le nefaste conseguenze» delle sperimentazioni sul traffico, che si sono ad oggi rivelate «totalmente fallimentari (continuiamo a citare il senso unico su Viale Bovio, clamorosamente sconfessato dopo la sua applicazione), ma che nel frattempo hanno purtroppo esplicato danni irreversibili alle attività commerciali, molte delle quali costrette addirittura alla chiusura». Dunque non sembra cambiare la posizione della Confcommercio sul tema che da sempre si è mostrata critica sulle modifiche costate anni di studio e lavoro. «Al fine di scongiurare il pericolo di un esperimento che, come successo altre volte», dice oggi il presidente Ezio Ardizzi, «potrebbe essere presentato come tale per poi rivelarsi invece un provvedimento definitivo, la Confcommercio ritiene imprescindibile che, prima di ogni decisione da prendere sul traffico, vengano ascoltati e recepiti i suggerimenti e i pareri che l'Associazione è in grado di poter fornire a fronte della ultratrentennale esperienza maturata da una visione "reale" delle problematiche sulla circolazione, e che invece le Amministrazioni hanno spesso disconosciuto, creando danni irreversibili al tessuto commerciale cittadino».
In altre parole, la Confcommercio non vuole essere convocata solo per legittimare una presenza istituzionale, ma essere ascoltata in virtù delle competenze acquisite da chi vive da anni sulla propria pelle gli scellerati esperimenti attuati sul traffico, e che la presente Amministrazione si accingerebbe a ripetere. La ripresa del dialogo al termine dell'estate, che fra l'altro mai come quest'anno tarda ad arrivare, secondo l'associazione, consentirebbe agli operatori commerciali, turistici e dei servizi di passare una stagione estiva "tranquilla", dopo che le festività natalizie e quelle pasquali «sono state funestate da un incredibile serie di cantieri, ruspe, marciapiedi dissestati, transenne, che hanno fornito di Pescara un'immagine più da scenario di guerra che da città da vivere, con tutte le negative conseguenze sull'afflusso di clientela».
Insomma anche questa volta non sembra correre buon sangue fra questa amministrazione comunale accusata di non rendere realmente partecipi le associazioni di categoria che non possono «giocare ad armi pari».
I PARCHEGGI «Discorso a parte merita la richiesta di parcheggi», aggiunge Ardizzi, «senza i quali ogni intervento sul traffico non potrà mai apportare alcun beneficio concreto, in quanto spostare le vetture da una strada all'altra, se poi non esistono spazi per accoglierle, contribuisce solo a "trasferire" la problematica, ma non a trovarne la soluzione. La città deve fungere da polo attrattivo, e offrire all'utenza, sia pescarese che non, tutte le infrastrutture necessarie per essere vissuta nel migliore dei modi; le decisioni sul traffico rischiano invece di fungere da forza centrifuga, tendendo a scoraggiare e allontanare la clientela, che non abbiamo difficoltà a ipotizzare preferirà alle difficoltà di accesso e di parcheggio (e la chiusura di una rampa dell'asse attrezzato non potrà che peggiorare lo stato di cose) i vicini centri commerciali, con ampie strade e grande disponibilità di parcheggi, peraltro gratuiti».
Reazioni a tutto questo il sempre maggiore afflusso ai centri commerciali che seppure aumentano a dismisura sembrano sempre costantemente affollati e impraticabili i fine settimana. |