Data: 10/06/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Troppe irregolarità, bisogna rivotare» Il senatore Pastore: «Appurare le responsabilità». Due i ricorsi al Tar

Albore Mascia e l'elezione di D'Alfonso: «Riscontrati errori in 70 seggi»

PESCARA. Irregolarità formali ed errori sostanziali. Sulla base di questi convincimenti, il candidato sindaco sconfitto, Luigi Albore Mascia, ha presentato un ricorso al Tar per contestare la vittoria di Luciano D'Alfonso alle ultime comunali pescaresi. Un altro ricorso, sempre consegnato dagli avvocati del Pdl, è stato proposto da alcuni cittadini. L'obiettivo è invalidare le elezioni.
«Noi non insinuiamo, chiediamo solo di accertare se ci sono stati errori», è la precisazione di Luigi Albore Mascia, capogruppo del Pdl, che per oggi ha in programma una conferenza stampa in comune, alle 11.30, per spiegare i dettagli della situazione. «Muoviamo dei rilievi critici perché, in base a quanto appurato, possiamo parlare di irregolarità in circa 70 seggi: prima, durante e dopo le operazioni di voto. Ci chiediamo a chi abbiano affidato i plichi con le schede: a veri o sedicenti impiegati comunali? Il numero delle schede contestate è talmente alto da inficiare la veridicità del voto. C'è necessità di trasparenza».
Albore Mascia ritiene che il Tar fisserà l'udienza in tempi brevi e sceglierà una data vicinissima alla riapertura dei lavori in tribunale successiva alla pausa estiva, che andrà dall'inizio di agosto alla metà di settembre. «Se non otterremo soddisfazione in primo grado, andremo avanti per la nostra strada. E' certo che, per opera nostra o dell'attuale maggioranza, si finirà davanti al Consiglio di Stato. Quando? Entro la fine dell'anno».
Nelle elezioni della scorsa primavera, Luciano D'Alfonso, candidato del centrosinistra nonché sindaco uscente, ha evitato il ballottaggio per 291 voti, raggiungendo 41.205 preferenze su un totale di 81.825 votanti.
«Non vogliamo aprire il capitolo della delegittimazione del governo cittadino», dice il senatore del Pdl Andrea Pastore. «Lo scarso numero di voti che hanno sancito l'elezione diretta di D'Alfonso e le anomalie riscontrate in sede di verifica e approfondimento, però, ci fanno ritenere opportuna una rilettura di quella che è stata l'operazione di voto. Peraltro, è bene che si conoscano le irregolarità in modo che i presidenti dei seggi coinvolti vengano messi di fronte alle loro responsabilità e non siano riproposti nelle future elezioni. Il tutto nel nostro interesse e, soprattutto, nell'interesse dei cittadini».
Poco più di un decennio fa, nel 1994, un ricorso dovuto a un'irregolarità nella presentazione delle liste ha portato all'annullamento della vittoria di Mario Collevecchio. Nella successiva consultazione elettorale, il centrosinistra non è riuscito a imporsi di nuovo e Carlo Pace, candidato del centro destra, ha ottenuto l'elezione a sindaco.
Tornando alle ultime consultazioni, Albore Mascia ribadisce di aver avuto subito dei dubbi sulla veridicità del risultato. «Alcuni plichi non sono stati sigillati e, tra l'altro, sono arrivati tardi in comune. C'è stato un black out di un paio d'ore nella conta delle schede. Verso le 24, D'Alfonso aveva poco più del 49 per cento, dopo la lunga pausa è schizzato verso la vittoria. Chiedere il ricorso al ballottaggio sarebbe riduttivo: bisognerà rivotare da capo. Le anomalie sono sotto gli occhi di tutti. Ribadisco, non insinuiamo: vogliamo accertare i fatti e avere giustizia».

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