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Il parere era stato sollecitato dal ministro che chiede garanzie sugli investimenti. "Favorevole ad Abertis, ma tutelo interesse pubblico"
ROMA - Perché si completi la fusione tra la Società Autostrade e la spagnola Abertis ci vorrà l'assenso del ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro. Oggi una nota del ministero ha reso noto il parere del Consiglio di Stato, interpellato nei giorni scorsi dallo stesso Di Pietro. Per fondersi con Abertis, dunque, Autostrade deve acquisire "preventivamente atti formali di approvazione degli appositi atti di assenso sia da parte di Anas che del ministero delle Infrastrutture".
Il Consiglio di Stato "dà parere positivo alla richiesta del ministro", indica ancora la nota del ministero, ricordando che a pronunciarsi è stata la seconda sessione. Anche oggi, il ministro aveva ribadito che "quando si ha a che fare con una concessione per un bene pubblico così essenziale come le autostrade, nei principi generali dell'ordinamento, anche se non è scritta, deve esserci una norma cogente che preveda una autorizzazione" per garantire la tutela degli interessi pubblici in caso di cambiamento dell'assetto azionario.
Il ministro Di Pietro ha più volte ricordato di non essere contrario "a priori" all'operazione, ma di volere garanzie precise sulla sua attuazione. E ieri ha annunciato di aver consegnato ad Autostrade "l'elenco completo delle clausole che vorremmo fossero da loro sottoscritte". Il ministro chiede soprattutto garanzie sugli investimenti maturati da Autostrade e non ancora spesi e sottolinea che il problema di fondo "tutelare l'interesse pubblico". "Il problema - chiarisce - non è Abertis, ma occorre rivedere clausole concessione che ci appaiono obsolete".
Autostrade e Abertis hanno siglato i primi atti formali per la fusione all'inizio di maggio, quando alla guida della società italiana è arrivato Gian Maria Gros-Pietro al posto di Vito Gamberale, che si era opposto all'accordo con gli spagnoli. I dettagli dell'operazione devono essere vagliati il prossimo 30 giugno dalle assemblee degli azionisti delle due società e dovrebbe avere piena efficienza a fine 2006.
Nel progetto di fusione è previsto che il Consiglio di amministrazione avrà due presidenti e due vice-presidenti, entrambi in rappresentanza, rispettivamente, di Autostrade e di Abertis. Dopo l'operazione, che è come visto subordinata all'approvazione delle autorità competenti, i principali azionisti di Abertis saranno Schemaventotto (24,9%), ACS (12,5%) e il Grupo la Caixa (11,7%). Dopo la fusione, le azioni del nuovo Gruppo saranno quotate a Milano e resteranno quotate sul mercato azionario di Madrid |