Data: 22/06/2006
Testata giornalistica: Ansa
Autostrade: Consiglio di Stato, su fusione serve l'ok di Di Pietro

ROMA - Per completare la fusione con Abertis, ad Autostrade serve l'assenso del ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro e quello dell'Anas. A stabilirlo e' il parere del Consiglio di Stato, reso noto nel pomeriggio dallo stesso dicastero. Un nuovo ostacolo si pone quindi lungo la strada delle nozze con il gruppo spagnolo, ad appena 9 giorni dalle assemblee straordinarie degli azionisti delle due societa' per valutare i dettagli dell'operazione e dare l'ok alla fusione, da concretizzare in autunno. Per fondersi con Abertis, dice infatti il Consiglio di Stato, Autostrade deve acquisire ''preventivamente atti formali di approvazione degli appositi atti di assenso sia da parte di Anas che del ministero delle Infrastrutture''. Di Pietro, che aveva interpellato il massimo grado della giustizia amministrativa proprio sulla fusione, porta a casa un importante risultato. E questo mentre i tecnici di Autostrade stanno mettendo a punto le 'controproposte' da mettere sul tavolo dopodomani, alla nuova riunione con l'Anas per mettere a punto l'atto unilaterale (propedeutico al Quinto Atto aggiuntivo), che il ministro ha chiesto alla societa' di sottoscrivere prima dell' assemblea del 30. Oggi, prima del responso emesso dalla seconda sessione del Consiglio di Stato, il ministro aveva ribadito che ''quando si ha a che fare con una concessione per un bene pubblico cosi' essenziale come le autostrade, nei principi generali dell'ordinamento, anche se non e' scritta, deve esserci una norma cogente che preveda una autorizzazione'', per garantire la tutela degli interessi pubblici in caso di cambiamento dell'assetto azionario. Di Pietro, il quale ha piu' volte sottolineato di non essere contrario a priori all'operazione ma di volere garanzie sugli investimenti, in difesa dell'interesse pubblico, ieri aveva detto di aver fatto consegnato ad Autostrade ''l'elenco completo delle clausole che vorremmo fossero da loro sottoscritte'', scritte di suo pugno. Tra i 'paletti' dettati dal ministro, vi sarebbero un fondo vincolato dove versare due miliardi di euro relativi agli investimenti non fatti, fidejussioni sui lavori infrastrutturali da fare, garanzie sulla governance, la dichiarazione da parte della societa' di non rendere operativa la fusione prima della registrazione del quinto atto aggiuntivo, pena il diritto del governo di revocare la concessione. Autostrade ha replicato che siedera' al tavolo di venerdi' con le sue controproposte. Ma sulla trattativa pesera' ora, e non poco, il parere del Consiglio di Stato. Un parere che, afferma il numero uno della Fit Cisl Claudio Claudiani, ''introduce elementi di fortissima novita' che vanno attentamente valutati. Quanto espresso dal Consiglio influenza in modo sensibile ed evidente il percorso e i contenuti della fusione''. La Fit ribadisce comunque il proprio 'no' alla fusione. ''Si sta profilando un condono da 2 miliardi'', afferma il segretario generale aggiunto Enrico Caruso, criticando il quinto atto aggiuntivo in quanto ''non fondamentale''. E intanto si annunciano iniziative di lotta unitarie da parte sindacale per il giorno stesso dell'assemblea, ''se non ci saranno interventi di garanzia contro la fusione''. In Borsa il titolo Autostrade perde terreno, -0,88% a 21,5

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