Data: 31/03/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Pedaggi, primo round a Carlo Toto. Il Tar blocca la Regione. Polemica Del Turco-Anas

Il Tar blocca la Regione Polemica Del Turco-Anas
Pedaggi, primo round a Carlo Toto


L'AQUILA. La Strada dei parchi vince il primo round nella contesa con la Regione e altri enti sull'aumento dei pedaggi di A25 e A25, di cui è gestore, del 5,87% dal 1º gennaio. Il Tar dell'Aquila ha rigettato la richiesta di sospensiva che sosteneva l'utilizzo da parte della società di Carlo Toto un «criterio aprioristico non previsto dalla normativa» per i rincari dei pedaggi. In base alla convenzione, avevano sostenuto i ricorrenti, nel calcolo tariffario rientrano tratti nuovi non ancora costruiti, come la Villa Vomano-Teramo: in questo caso, secondo i ricorrenti, la Strada dei Parchi è «inadempiente» e l'Anas colpevole di non aver controllato. Immediata la replica dell'Anas, mentre Ottaviano del Turco ha già annunciato che ricorrerà al Tar Lazio.
La Regione sostiene che «ocorre verificare la regolarità del procedimento che ha determinato gli incrementi dei pedaggi e, soprattutto, la corretta applicazione della formula del Price Cap, meccanismo in base al quale vengono calcolati gli aumenti». Tali aumenti, secondo i rilievi mossi da Provincia di Teramo e Comunità montana del Gran Sasso, «non corrispondono a un miglioramento dei servizi erogati o alla realizzazione di infrastrutture - come il raddoppio della Villa Vomano-Teramo - che costituiscono uno degli impegni principali assunti» dalla società di gestione.
La Regione, ha reso noto ieri la presidenza della giunta regionale, riprenderà comunque il giudizio davanti al Tar Lazio.
Nel frattempo, chiarisce una nota della presidenza della Giunta, la documentazione presentata in giudizio consente di completare gli atti di difesa, chiarendo tutti gli aspetti di illegittimità degli incrementi tariffari, applicati in assenza delle condizioni previste. Infatti, commenta ancora la Presidenza, «nessun incremento tariffario può essere consentito, se non a fronte di adeguati investimenti da parte della società concessionaria, nonchè di miglioramenti del servizio. Diversamente», si fa notare, «si tratterebbe di una tassa abusivamente imposta sulla comunità regionale, utilizzando la posizione di monopolio di cui la società concessionaria usufruisce» al al «controllo dell'Anas risultato carente nei fatti».
L'Anas, nell'esprimere stupore per i commenti della Regione Abruzzo, sottolinea di aver sempre vigilato sulla correttezza degli aumenti tariffari imposti sull'A24 e A25. Commentando le dichiarazioni della Regione Abruzzo sull'ordinanza del Tar dell'Aquila l'Anas esprime in un comunicato «meraviglia per le valutazioni della Regione Abruzzo sull'attività di vigilanza esercitata nei confronti della società concessionaria». L'Ente nazionale per le strade, sottolinea «che, così come è avvenuto per tutte le società concessionarie autostradali, anche per la Società Strada dei Parchi SpA il controllo del rispetto degli adempimenti previsti nella concessione è stato continuo ed efficace e si è sviluppato fin dall'inizio del rapporto concessorio, nel gennaio del 2003». L'Anas inoltre rileva che, «grazie alla propria azione di vigilanza, dopo l'iniziale slittamento dell'inizio della concessione, che aveva provocato ovvi ritardi, il piano di investimenti si sta riallineando alle previsioni contrattuali».

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