Data: 27/06/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Abruzzo, dalle urne una valanga di «No» Il 66,7% boccia la riforma Esulta il centrosinistra

PESCARA. Con 370 mila voti, pari al 66,7% dei votanti, l'Abruzzo ha dato il suo contributo alla bocciatura della riforma costituzionale voluta dal centrodestra. Ai sì sono andati 185 mila voti, pari al 33,3% dei suffragi. Un risultato deludente soprattutto per il senatore abruzzese Andrea Pastore, uno dei quattro saggi di Lorenzago, autori della riforma sottoposta a referendum.
«L'Italia ha perso una grande occasione di cambiamento, ma il risultato abruzzese è migliore di tante altre regioni meridionali». Il presidente del comitato nazionale per il Sì Andrea Pastore, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta i risultati da Roma, dove è riunito lo stato maggiore del centrodestra per analizzare i risultati provenienti dal Viminale. «Analizzeremo il perché di questa sconfitta», dice il senatore azzurro, «ma è chiaro che questo Paese, e soprattutto il meridione, ha preferito guardare indietro, conservare, e non innovarsi e non andare avanti come invece noi abbiamo fatto».
Pastore parla di «riforma coraggiosa non compresa dagli elettori», e anche se non chiude le porte al dialogo con il centrosinistra, si dice molto scettico sulla possibilità di riuscita del confronto. «Credo che spetta a chi governa avanzare delle proposte per le riforme», spiega l'esponente di Forza Italia, «noi lo abbiamo fatto con una proposta di grande respiro. Ora tocca al centrosinistra fare la sua parte, ma penso che sarà molto difficile un confronto».
Trovare un'intesa sulla modifica della seconda parte della Costituzione sarà difficile «soprattutto perché sarà dura che il centrosinistra raggiunga una mediazione al suo interno», gli fa eco Carla Castellani, deputata di Alleanza nazionale, «l'attuale maggioranza dovrà fare una fatica doppia, perché poi l'eventuale mediazione dovrà essere confrontata con la nostra posizione. Il referendum era un'occasione per aggiornare la nostra Costituzione, ma con questo risultato ampiamente annunciato ora la strada è in salita».
Risultato che invece dal centrosinistra viene accolto positivamente in ogni aspetto. A partire dal raggiungimento di un quorum non necessario ma che dà ulteriore peso al risultato, come sottolinea il coordinatore regionale della Margherita Bernardo Mazzocca: «Erano almeno dieci anni che non si toccava un'affluenza così massiccia», dice Mazzocca, «e non era affatto scontato. stata una bella vittoria in una giornata particolare».
«Questa vittoria straordinaria dimostra che le regole vanno riformate insieme», evidenzia Gianni Melilla, presidente della commissione Statuto del Consiglio regionale, «e che non è ammissibile alcuna scorciatoia unilaterale che troverebbe la condanna popolare. Come se l'Italia avesse votato per la seconda volta per la Costituzione, e il popolo si è riconosciuto per la seconda volta in questa Costituzione».
Da più parti nell'Unione si sottolinea la felice coincidenza dell'esito referendario con la vittoria della nazionale di calcio contro l'Australia, e il deputato di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo chiama in causa l'ex presidente della Repubblica Sandro Pertini: «Mi viene in mente lui quando festeggiò la vittoria del 1982, e Pertini era uno strenuo difensore della Carta costituzionale. Gli italiani hanno dimostrato di essere affezionati a questa Carta molto più del ceto politico, che più volte ha provato a modificarla. Ora sono solo preoccupato», fa presente Acerbo, «perché ci sono aspetti della riforma del Titolo V voluta dall'Ulivo senza il nostro voto e che sono estremamente problematici».
Per il deputato dell'Ulivo Lanfranco Tenaglia «La vittoria del"no" non deve essere un punto di arrivo, ma il punto di partenza per una seria e condivisa opera riformatrice e di attualizzazione della Costituzione, muovendo dall'ancora vivo e attuale insegnamento dei principi e dei valori contenuti nel Titolo I, II e III». L'obiettivo, ha aggiunto il parlamentare, è ora «arrivare a riformare gli altri Titoli della Costituzione, cioè il sistema di governo e il sistema del federalismo».
«I cittadini abruzzesi ancora una volta hanno mostrato una grande maturità e la capacità di interpretare collettivamente i veri interessi del Paese», ha detto il deputato dell'Unione Massimo Cialente. «E' necessario ora», ha aggiunto Cialente, «avviare una fase di grande riflessione soprattutto per affrontare alcune delle contraddizioni emerse come anche evidenziato dalla Corte Costituzionale su alcune modifiche già apportate al titolo quinto della Costituzione nel 2001».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it