Data: 29/06/2006
Testata giornalistica: Trambus
Il Presidente di Asstra chiede un intervento del Governo.
«Mancano le risorse per il rinnovo. Non possiamo siglare l'accordo»

"Mancano le risorse. Se non arriva una risposta dal governo non possiamo siglare l'accordo per il rinnovo del biennio contrattuale. Non è che non vogliamo farlo: non possiamo". Sono le parole del presidente dell'Asstra, Marcello Panettoni, che stamane è intervenuto in un incontro organizzato dall'Associazione per fare il punto sullo stato del settore. Il rinnovo del biennio è uno dei nodi centrali che aziende di trasporto da una parte e lavoratori e sindacati dall'altra si trovano ad affrontare. A sostegno della vertenza Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt hanno già indetto un nuovo sciopero nazionale (il quarto) per il 19 luglio. Presente all'incontro anche il viceministro ai Trasporti Cesare De Piccoli, che si è impegnato con l'Associazione datoriale a indire "al più presto un incontro al ministero per fare il quadro delle risorse necessarie nel comparto del trasporto pubblico". De Piccoli non ha voluto fornire cifre. Il presidente dell'Asstra da parte sua, ha ricordato che per il rinnovo del biennio, le stime dell'Associazione, sulla base dell'inflazione reale e programmata, indicano la necessità di recuperare circa 160 milioni di euro, pari ad un aumento medio di 60 euro mensili in busta paga. I sindacati, ricordiamo, chiedono invece un aumento economico di 111 euro, pari a 300 milioni di euro, "Per far recuperare potere di acquisto alle retribuzioni dei lavoratori addetti al tpl, falcidiate dall'inflazione". Posizione da tempo rigettata da Asstra e Anav per le quali non ci sono le condizioni per accogliere le richieste: "Sono al di fuori dei sistemi di calcolo introdotti dal protocollo del 1993 e non tengono conto che il settore non ha avuto interventi strutturali in grado di consentire alle aziende di agire, anche nelle relazioni sindacali, in condizioni di normalità". "Dovremo lavorare - ha detto oggi Panettoni - su un doppio tavolo: uno coi sindacati per trovare un punto di equilibrio, l'altro col governo sul piano delle risorse. Sciolto questo nodo, vorremmo si riuscisse ad aprire una nuova stagione, con politiche che consentano ai soggetti che operano nel trasporto pubblico di agire come aziende".

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