Data: 05/03/2006
Testata giornalistica: Corriere della Sera
L'appalto va avanti ma i dubbi sull'opera restano. C'è il timore di un sistema obsoleto o brutto I Sindaci pronti a scendere dal filobus

Il via libera della Regione alla commissione presieduta da Tullio Tonelli che dovrà aggiudicare l'appalto per la filovia ha ridato fiato e speranza ai sindacati dei trasporti e ai comitati di cittadini che si battono al grido di «respirare meglio, respirare tutti». I primi - Cgil, Cisl e Uil compatti - invocano la filovia in nome di un miglior servizio a studenti, impiegati e operai pendolari oggi costretti a scomode e lunghe dis-avventure per percorrere una manciata di chilometri sul bus 38. I secondi lo fanno per difendere il sacrosanto diritto alla salute e storcono il naso nel vedere chi sulla strada parco vive e respira come neppure a Cortina quando a duecento metri, su viale Bovio, le lenzuola fresche di bucato stese ai balconi rientrano in casa nere. Più o meno come succede ai polmoni. Poi ci sono i sindaci di Pescara e Montesilvano che vogliono l'una e l'altra cosa: un buon trasporto pubblico e l'aria pulita. Ma c'è un'altra cosa che assolutamente non vogliono: una filovia brutta. E un appalto da "soli" 31 milioni di euro rischia di partorire una soluzione lontana da quella che per tecnologia si poteva sperare con i 60 miliardi di lire che il Cipe mise anni fa sul tavolo. Si prospetta una situazione da "cul de sac" per la quale da una parte si è obbligati a portare a termine la gara d'appalto e dall'altra si vuole evitare in due città un sistema che già nasce obsoleto, se non pure brutto. Buttare tutto all'aria significherebbe sborsare un maxi-risarcimento alle tre imprese rimaste in gara e pure al Cipe che in tutti questi anni ha bloccato il finanziamento: 31 milioni non saranno un tesoro per una filovia supermoderna ma lo sono per i consiglieri comunali eventualmente chiamati a rifondere. Che fare allora? L'assessore regionale Ginoble non ha avuto dubbi: avanti con la gara. Dai due sindaci, però, Ginoble attende una relazione dal contenuto scontato: il no alla filovia sarà ribadito ma si dovrà pure accettare la decisione dell'ente appaltante che è per l'appunto la Regione. E mentre Cantagallo già pensa di piantare alberi sul tracciato del filobus, tanto è convinto che non se ne farà niente, i sindacati - che per il 15 marzo stanno organizzando una grande manifestazione - rilanciano la proposta della strada parco aperta al filobus dal lunedì al venerdì e aperta invece alle bici e al passeggio il sabato e la domenica. In mezzo c'è la Gtm del presidente Chiavaroli che guarda avanti: «Sono molto orgoglioso perché la Gtm ha fatto bene il suo lavoro. La commissione in tre mesi aggiudicherà l'opera con tecnologia avanzata, come dice il bando e in 24 mesi al massimo la filovia sarà realtà. Nel frattempo - ha detto Chiavaroli - cercheremo altre risorse per portare il filobus fino alla Pineta e a Francavilla a sud e fino a Silvi a nord». Ma c'è da considerare un'ultima eventualità: se nessun progetto sarà ritenuto idoneo non se ne fa nulla e neppure si pagano i danni. Come finisce? Roba da bookmakers.

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