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Il porto raddoppia con i mercantili Scaricati nuovi prodotti da Nord Africa e Oriente VASTO. Raddoppiate nel primo trimestre dell'anno le tonnellate di merce scaricate nel porto di Punta Penna. L'attività mercantile del bacino è in continua espansione. E lo confermano i dati diffusi dall'ufficio circondariale marittimo. Dal primo gennaio al 31 marzo le 45 navi attraccate al molo di riva hanno sbarcato nel bacino istoniense circa 20mila tonnellate di merce in più rispetto allo stesso periodo del 2005. Sono arrivati anche nuovi prodotti: grano duro francese e nitrato di potassio. Soddisfatta la Regione, che intende "investire" su Punta Penna per il rilancio dell'attività mercantile internazionale. «Il porto di Vasto si conferma ricco di risorse», commenta l'assessore regionale ai Trasporti, Tommaso Ginoble. I NUMERI. Nel 2003 a Punta Penna sono state scaricate 506.245 tonnellate di merce da cinquanta navi. Nel 2004 è stato registrato un incremento del 20%. Nel 2005 le navi sono diventate 120 e le tonnellate di merce, 700mila. Nei primi tre mesi del 2006 le navi arrivate a Vasto sono 45 e la merce ha superato le 300mila tonnellate. «Per alcuni prodotti si è registrato un vero e proprio raddoppio degli arrivi», spiega il comandante del Circomare, Andrea Zanghì. LE MERCI. Le 5.900 tonnellate di coils metallici scaricati nel primo trimestre 2005 sono diventati 10.200. La quantità di acido solforico è passata da 7.300 tonnellate a 8.200; il cartongesso da 4 a 9mila tonnellate; l'olio di colza da 6 mila tonnellate e dodici mila. L'olio di soia da 12 mila tonnellate a 13 mila. Il gasolio da 1.500 tonnellate è salito a 2.500 tonnellate. La soia è passata da 3mila a 4.500 tonnellate. GRANO E NITRATO. «Alle merci trattate da anni si sono aggiunti anche nuovi prodotti», sottolinea il comandante Zanghì, «da gennaio a oggi sono state scaricate a Punta Penna, per la prima volta, 1.500 tonnellate di nitrato di potassio e circa 6.400 tonnellate di grano duro». LE PROVENIENZE. Le navi sono arrivate un po' da tutto il mondo. Molti i mercantili provenienti dal Nord Africa e dall'Oriente. «E' soprattutto il traffico internazionale che mantiene questo scalo in buona salute», conferma il comandante dell'ufficio circondariale. Le cifre confermano che il porto di Punta Penna può trasformarsi nel volano dell'economia del Vastese. Uno scalo capace di rilanciare i traffici da e per l'Abruzzo. Un mese fa il Coasiv ha ottenuto dal Cipe 8,4 milioni di euro per l'ampliamento e l'adeguamento del bacino. LE INFRASTRUTTURE. Il fulcro del potenziamento dello scalo è stato individuato a levante. Le modifiche dei moli sono state progettate in relazione al ruolo futuro del porto vastese: uno scalo commerciale regionale destinato a operare in sinergia col porto di Ortona. Un binomio che a parere dell'assessore Ginoble favorirà la crescita economica del Chietino. In sinergia fra loro i due scali sono destinati a diventare il più importante punto di riferimento marittimo del Medio Adriatico. In base al programma regionale il porto in futuro dovrà "fare sistema" con l'autoporto e la ferrovia Adriatica. |