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(ANSA) - ROMA - Cresce l'allarme dei costruttori per la crisi finanziaria dell'Anas. Dopo i rilievi nei confronti dei vertici dell'Anas sollevati dal ministro Antonio Di Pietro, il presidente dell'Ance Claudio De Albertis, sottolinea che le indagini su eventuali responsabilita' nella gestione delle risorse devono fare loro corso, senza pero' che passi in secondo piano ''il problema centrale, che e' e resta quello delle risorse''. Altrimenti ci saranno pesanti ripercussioni sui lavoratori e sulle imprese del settore. De Albertis fa sapere di aver illustrato la gravita' della situazione dell'Anas sia al precedente governo, sia al presidente del Consiglio Prodi e ai ministri delle Infrastrutture Di Pietro e dell'Economia Padoa Schioppa. ''Se all'ente non verranno garantiti i 1.100 milioni di euro necessari per completare i cantieri in corso - prosegue il presidente dell'Ance - perderanno il lavoro 27 mila persone, a cui se ne sommeranno altre 58 mila se l'Anas non si vedra' assegnati i 3.500 milioni di euro programmati per il 2007''. Una situazione che, ''sommata al taglio drastico delle risorse per le Fs e alla mancata attivazione dei fondi per l'alta velocita', rischia di provocare una caduta dell'8% delle attivita' del settore delle opere pubbliche, con un contraccolpo sul Pil che si puo' quantificare nello 0,2-0,3%''. Resta infine da capire a che fine siano stati destinati gli 8 miliardi di residui passivi dell'Anas iscritti nel bilancio dello Stato del 2005 e dei quali non c'e' piu' traccia nel bilancio 2006. |