Data: 01/07/2006
Testata giornalistica: Il Centro
«Metro, lavori da fermare». Il coordinatore del centrosinistra contro il piano: bocciato da Beni culturali e Ue

L'AQUILA. «I lavori per la realizzazione della metropolitana di superficie, vanno fermati. Quest'opera faraonica, dispendiosa e inutile, che andrą a violare e a deturpare, con un impatto devastante, il nostro bellissimo centro storico, č il peggiore tra i "regali" che l'amministrazione Tempesta lascerą alla cittą». L'intervento č del coordinatore dei gruppi di centrosinistra, Alfredo Moroni.
«Un progetto», ha sottolineato Moroni, «che ha ricevuto, in una sola giornata, ben due bocciature. Dapprima il Consiglio di Stato, che ha dato ragione alla Soprintendenza ai Baas sul percorso. D'altra parte lo scempio č sotto gli occhi di tutti: un treno a trazione elettrica che passa attraverso una stretta stradina medievale, costeggiata di antichi edifici e chiese, rasentando i muri delle abitazioni e a pochi centimetri dagli ingressi dei palazzi. Per non parlare dei fili elettrici che passano davanti alle finestre e dei sommovimenti causati prima dai lavori e poi dal passaggio della linea, le cui conseguenze, in un'area sismica come la nostra e in una zona medievale, hanno conseguenze facilmente immaginabili. Come non bastasse arriva, nella medesima giornata, la bocciatura della Commissione europea», agiunge Moroni, «in merito all'irregolaritą dell'appalto. Gravissime le motivazioni, che fanno riferimento alla "modifica delle condizioni per l'affidamento dopo la pubblicazione del bando", parlando di "violazione dei principi di trasparenza e di non discriminazione, in quanto non ha consentito di partecipare alla procedura concorsuale tutti gli operatori che ne avevano interesse". Il dramma č che, in questa situazione, il male minore comporta comunque un esborso enorme di denari pubblici, ai danni delle tasche dei cittadini aquilani. Se i lavori si bloccano, certo lo smantellamento e le spese legali avranno un impegno economico considerevole. Se invece vanno avanti, oltre allo scempio sopra descritto a fronte di un'assoluta inutilitą dell'opera che, dunque, significherą mancanza di ritorno finanziario, si avranno dei costi tali da indebitare la cittą per i prossimi trent'anni».
«In questo coro di "parti offese", di diffide e di denunce», conclude Moroni, «č chiaro che la parte offesa č solo una: la cittą dell'Aquila. Una cittą che di esigenze ne avrebbe ben altre, come una progettualitą per incrementare l'occupazione, il rilancio del turismo, la ripresa di un'attivitą culturale».

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