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Un capotreno delle Fal racconta
«Noi, costretti sui carri bestiame»
«Avanti c'è posto». Carro bestiame, treno numero 19 delle «Fal». Bari centrale-Matera. Ferma a Bari-Policlinico, Modugno, Palo, Binetto, Grumo, Toritto, Mellitto, Pescariello, Altamura, Marinella-Matera. 28 marzo 2006, ore 12.40. A bordo in partenza ci sono 800 pendolari. Fa caldo. Aria condizionata? Non scherziamo, qui Bari è. La «tenuta» dei vagoni è di 500 viaggiatori. La gente si accalca. Il capotreno Francesco Monno, chiede di far agganciare un altro mezzo. Non è possibile. «Dovevo partire e senza tante storie». Nonostante il regolamento: «Il capotreno è responsabile di tutto quanto concerne la sicurezza». E nel «carro bestiame» di sicurezza nemmeno l'ombra. Nonostante l'ordine di servizio figlio degli anni '80 (partorito nel 1982 e tutt'ora valido): «Non è ammesso superare il numero massimo di viaggiatori a bordo». Spiega Monno, che tra l'altro fa parte anche della Rsl (responsabile sicurezza dei lavoratori): «Sono costretto, anche con metodi poco ortodossi, a far muovere il convoglio. Prima però chiedo a qualcuno di scendere, e qualcuno lo fa, ma non in tanti». Alla stazione del Policlinico la tradotta è presa d'assalto, studenti, impiegati, anziani, molti anziani pendolari della salute. La maggior parte di loro resta a piedi. In attesa del prossimo treno. Chi sale si fa un viaggio d'inferno, alcuni si sentono male. Ferrovie Apulo lucane. Circa 7mila utenti al giorno. Carro bestiame, o poco più. Convogli senz'aria condizionata in estate. Con temperature che all'interno sfiorano i 40 gradi, e nelle cabine dei macchinisti spesso li superano. Senza bagni, su tratte brevi che possono diventare tremendamente lunghe. In inverno funziona un impianto di riscaldamento, ma capita che il gelo entri dai finestrini bloccati. Ieri mattina a Modugno c'è stata l'ennesima rivolta. Sono intervenuti i carabinieri. Treno 14 delle ore 9. La gente non riesce a salirci e protesta. Giustamente protesta. Una donna che deve raggiungere proprio il Policlinico: «Carri bestiame sono questi, e noi siamo trattati appunto come le bestie. Ogni fermata è un macello». Quasi piange. E le «Ferrovie Sud Est»? «Allo sfascio - denunciano le segreterie regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil -. Non avremmo mai pensato che si potesse arrivare a tanto». Annunciano quattro ore di sciopero per il 12 maggio. Denunciano: «L'azienda praticamente non ha più le sembianze di una impresa di servizi di trasporto. L'incapacità gestionale, si manifesta in tutte le sue forme, nelle questioni serie dello svolgimento dei servizi ferroviari ed automobilistici, della sicurezza del trasporto, delle condizioni igienico-sanitarie sui luoghi di lavoro e sui mezzi di trasporto, dell'approvvigionamento dei materiali. Si esprime, invece, una spiccata dote naturale ad alimentare lo spreco, i disservizi, le esternalizzazioni a perdere ed il conflitto sindacale». |