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ROMA - Nel programma del governo Prodi non ci sono solo notai, taxisti e farmacie. A settembre partirà la fase due delle liberalizzazioni. La macchina si è ormai messa in moto e, con l'appoggio di gran parte dell'opinione pubblica, procederà toccando altri punti vitali di un'economia ingessata da troppi conflitti di interesse. Si partirà dai servizi pubblici locali i cui criteri di base sono già stati delineati venerdì con il via libera a una apposita legge delega. Il cuore della riforma sarà l'introduzione dell'obbligo di una «procedura competitiva», cioè la gara, per l'affidamento di tutti i servizi (rifiuti, trasporti, energia elettrica, gas) eccetto quelli idrici. Una vera rivoluzione destinata a scardinare il fenomeno del cosiddetto in house , cioè la moltiplicazione di società controllate dagli enti locali. Nell'agenda Prodi-Bersani ci sarà la riforma delle professioni con due capisaldi: il riconoscimento delle associazioni e l'introduzione delle società di capitali. Altri provvedimenti «forti» allo studio riguarderanno la liberalizzazione dei servizi postali e dei trasporti ferroviari e aerei. Una accelerazione ci sarà anche per il disegno di legge presentato dal ministro dello Sviluppo sulla liberalizzazione del mercato dell'energia e già approvato dal governo. Probabilmente, nel corso dell'iter parlamentare del decreto «cittadino-consumatore», verrà inserito un apposito emendamento che preveda la cessione (a soggetti ancora da individuare) della Stogit e di Snam Rete Gas da parte dell'Eni. Nel programma dell'Unione è previsto anche un capitolo per aumentare la concorrenza nella distribuzione commerciale: in sintesi si tratta di favorire la crescita dimensionale delle catene nazionali accompagnate da norme più stringenti per costringere le Regioni a rilasciare le licenze per i centri commerciali. Per la riforma delle professioni, di competenza del ministro della Giustizia, Clemente Mastella si è già mosso. Nei giorni scorsi ha annunciato che il governo partirà dalla bozza predisposta dall'ex sottosegretario alla Giustizia Michele Vietti (Udc) ma con forti innovazioni. «Gli ordini non vanno cancellati - ha detto - ma oggi sono in tutto 27 in rappresentanza di 1,8 milioni di professionisti mentre le associazioni non regolamentate sono 160 per circa 4 milioni di lavoratori». La riforma si muoverà, dunque, secondo un annunciato «sistema-duale» basato su Ordini e Associazioni. La necessità di una spallata alla concorrenza che non c'è è stata del resto già teorizzata dal Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi nelle sue Considerazioni finali e più volte chiesta dal presidente di Confindustria Luca di Montezemolo che ha ricordato come «negli ultimi dieci anni le municipalizzate in forma di società per azioni sono passate da 30 a più di 700». |