Data: 03/07/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Sasso contro i ciclisti abruzzesi. Sull'A-14 a Cesena colpito il pullman degli atleti dell'Arpa

PESCARA. Tornano i sassi dai cavalcavia. Stavolta a farne le spese sono stati gli atleti abruzzesi del team di ciclismo dell'Arpa che hanno partecipato ieri, in una località nella provincia di Treviso, a una gara del campionato italiano degli autoferrotranvieri.
Il pullman della squadra, nel quale viaggiavano dieci atleti-autisti e alcuni accompagnatori, durante il viaggio di ritorno a casa, è stato colpito da un sasso grande come un'arancia lanciato da un cavalcavia dell'autostrada dell'A-14, all'altezza di Cesena. L'impatto è stato violento, nel parabrezza si è aperto un buco di dieci centimetri. Solo per un miracolo non ci sono stati feriti, ma solo tanta paura. Il mezzo dell'Arpa è rimasto per ore fermo in una piazzola di servizio. Sono stati fatti alcuni accertamenti ed è scattata la denuncia contro ignoti.
Il fatto è stato raccontato nei dettagli al telefono da uno degli atleti della squadra, nonché autista dell'Arpa, Pierluigi Sferrella, di Pescara. «Eravamo partiti sabato mattina da Pescara per partecipare oggi (ieri, ndr) alla gara in provincia di Treviso» spiega «la trasferta è cominciata subito male, perché durante il giro in bici il nostro migliore atleta è caduto. Ci siamo classificati al sesto posto della categoria». Quasi uno smacco, per la squadra dell'Arpa abituata quasi sempre a vincere. Nel 2003, il team degli autisti è arrivato primo nel campionato che si è svolto a Savona.
Ma il peggio doveva ancora arrivare. «Dopo pranzo, intorno alle 15, ci siamo messi in viaggio per tornare a casa» afferma Sferrella «All'altezza di Bologna il pullman si è immesso nell'A-14». Nei pressi di Cesena, il terribile episodio. «Alle 19,45, mentre stavamo superando un cavalcavia, abbiamo sentito come un'esplosione nella parte anteriore del mezzo» continua «c'è stato un momento di panico e uno dei passeggeri che sedeva davanti ha gridato: siamo stati colpiti da un masso. Il sasso è arrivato con violenza contro il parabrezza aprendo un buco di dieci centimetri». «Nessuno è rimasto ferito» assicura l'atleta «un miracolo, perché l'autista portava gli occhiali e in quel momento quasi tutti i passeggeri del pullman erano seduti nei sedili posteriori».
Qualcuno sarebbe riuscito anche a vedere i presunti lanciatori del sasso. «Quando abbiamo sentito il grido» dice Sferrella «ci siamo voltati indietro e dal lunotto siamo riusciti a vedere due ragazzi, tra i 14 e i 15 anni, che scappavano lungo il cavalcavia con una bicicletta». Il pullman ha poi fermato la sua corsa dopo trecento metri, in una piazzola dell'autostrada. «E lì abbiamo notato di nuovo i due ragazzi che, appena ci hanno visto, sono fuggiti», avverte l'atleta.
Questa segnalazione è stata poi fatta alla polstrada, giunta sul posto con una pattuglia. La squadra e gli accompagnatori sono rimasti bloccati fino a tarda sera, per consentire agli agenti di fare i rilevamenti.

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