Data: 05/07/2006
Testata giornalistica: Il Centro
L'aria inquinata della Pescara veloce

CARO direttore, ci voleva il gran caldo di questi giorni per riportare l'attenzione dei media, ahimè solo di quelli, sul problema mai affrontato seriamente e mai risolto dell'inquinamento atmosferico nella nostra città.
Tra feste ed inaugurazioni solenni di piazze e piazzette, leggiamo anche che Pescara soffoca nella morsa dello smog da traffico. Mentre l'associazione "Strada parco" e non solo questa, continua con il tormentone del bene prezioso da tutelare, riferendosi a via Castellamare, i dati dell'Arta ci dicono che siamo da tempo arrivati all'allarme rosso nella nostra mitica città veloce.
L'aria di Pescara è malata e non bastano certo i pannicelli caldi per risanarla, ci vogliono misure decise e drastiche che ormai tutti conoscono ma che nessuno se la sente di adottare.
Risparmio le giaculatorie sugli ostacoli che impediscono a qualsiasi amministrazione civica seria di intervenire: lo sappiamo che i commercianti protestano se si vuole limitare la circolazione dei mezzi privati in città; lo sappiamo che i famosi parcheggi, quelli di scambio e quelli in centro mancano, sappiamo pure che il sistema di trasporto pubblico con la viabilità che ci ritroviamo difficilmente dissuaderà i patiti dell'auto privata a lasciarla a casa.
Ed allora, quanto tempo ancora dovrà passare per fare contenti i commercianti, i patiti dell'auto privata e, se permette, il cittadino comune che non appartiene a nessuna delle due categorie privilegiate, ma reclama a buon diritto di potersi muoversi a piedi o in bicicletta senza avvelenarsi, oppure di poter usare il mezzo pubblico di trasporto senza sentirsi uno sfigato?
Non crede che queste banali domande meritino una qualche risposta?

Aristide Ricci e-mail

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