Data: 02/04/2006
Testata giornalistica: Il Centro
«Sanità, non mi sottometto ai partiti». Del Turco: «Non voglio creare sprechi per cliniche e Asl vedo ruoli diversi»

Del Turco: «Non voglio creare sprechi per cliniche e Asl vedo ruoli diversi»
«Sanità, non mi sottometto ai partiti»

PESCARA. Su come cambiare la sanità abruzzese nessun passo indietro. Il presidente della giunta regionale, Ottaviano Del Turco procede spedito verso un piano di riforme globali. Non lo interessano i malumori, le critiche, le accuse sollevate dagli alleati, in primo luogo da Rifondazione e Ds. Del Turco spazza le resistenze e, come un Samurai di arti marziali, utilizza l'attacco del nemico a suo vantaggio. Più sono veementi le cariche e più ricadono addosso agli assalitori. «I presidenti di Regione», osserva Ottaviano Del Turco, «ai quali viene chiesto un atto di sottomissione per le esigenze di questo o quel partito, sono presidenti destinati ad aprire un'altra voragine nel bilancio della sanità abruzzese. Io non lo farò».
Presidente Del Turco però Rifondazione con il segretario Acerbo le chiede di tornare di annullare le delibere di accreditamento di posti letto alle cliniche Villa Letizia dell'Aquila e il Giardino di Popoli. I Ds, invece, con la segretaria Misticoni sollecitano un incontro di maggioranza sul nuovo Piano sanitario. Lei cosa farà?
«Ho conosciuto le esperienze politiche del centrosinistra: le verifiche, i vertici. Io penso che i partiti devono dire la loro, poi fare delle scelte, non ho nessuna difficoltà a fare incontri, ma non chiedano atti di sottomissione al presidente del governo regionale. Non lo farò. Chiunque voglia controllare i conti della sanità, dovrà pur prendere atto che con la pratica di accontentare i partiti occorre definitivamente chiudere».
Presidente è quello che Rifondazione e Ds però rimproverano a Sdi e Margherita. Lei parla di un processo di trasformazione della sanità, come pensa di attuarlo?
«Iniziamo dal rapporto tra pubblico-privato. Io non penso ad una concorrenza tra cliniche e ospedali. Penso a una divisione naturale dei ruoli, i cittadini chiedono una sanità pubblica presente sul territorio che in primo luogo elimini le liste di attesa e dia una offerta di assistenza di eccellenza. Siamo favoriti perchè in molti campi abbiamo personale medico e paramendico in grado di competere con la migliore offerta sanitaria che c'è nel Paese».
Tutto questo sarà nel nuovo Piano sanitario?
«Il piano sanitario corrisponde perfettamente a questo obiettivo e sono felice di aver impresso questa accelerazione. Più che parlare di ideologismi, come ad esempio: pubblico-privato, nazionalizzazione e privatizzione del sistema sanitario; si tratta di residui ideologici degli anni 50. Il Piano sanitario che sarà discusso dalla giunta rappresenta finalmente il punto di riferimento per quanti vogliono fare una discussione realistica sulla sanità abruzzese».
Certo, ma lei sa che Rifondazione e Ds le chiedono, con motivazioni diverse, il ritiro delle due delibere contestate. Lei cosa farà?
«Se si vuole continuare con questa polemica artificiosa, allora basta dire solo menzogne»
Quali?
«Si continua a dire, ad esempio, che abbiamo aumentato il budget di questa o quella clinica. Sfido chiunque a trovare questo aumento nella delibera della giunta. Mi sarebbe, invece, piaciuto di più, lo confesso, che la maggioranza e Rifondazione compresa avessero lavorato durante questa campagna elettorale elencando i risultati importanti ottenuti dalla giunta regionale. Quattro progetti resi concreti sono di particolare importanza»
Quali sono?
«Abbiamo ottenuto 150 milioni euro in più nel riparto del Piano sanitario nazionale. Soldi che spenderemo per rendere più efficente la sanità nel territorio. Secondo, abbiamo contrastato la candidatura del Friuli a guidare per il 2007-13 il piano Interreg 3 Adriatico. Si tratta dei fondi Ue che sono temi per la coesione regionale e competitività, abbiamo ottenuto la designazione dell'Abruzzo a svolgere questa funzione, con il voto dello stesso Friuli e di tutte le Regioni che stanno dall'altra parte dell'Adriatico. Questo conferma la nuova autorevolezza della nostra Regione».
La terza novità positiva?
«La Sevel annuncia che passerà da una produzione di 200 mila e 300 mila furgoni Ducato. Un aumento del 33 per cento che è clamoroso. Il primo atto che la giunta che presiedo fu quello di versare fondi della Regione per ottemperare al piano territoriale per l'adeguamento delle infrastrutture. Se la Fiat sceglie l'Abruzzo per compiere un salto di queste dimensioni forse sarebbe onesto riconoscere che lo si deve anche ad una nuova affidabilità della nostra Regione. E, ancora, abbiamo firmato la settimana scorsa il protocollo delle autostrade del mare, siamo nella fase delle programmazioni di principio ed il tema del rapporto tra Abruzzo e i popoli dell'altra sponda, proposte che stanno entrando nella fase concreta. Avrei preferito che sarebbe stato su queste iniziative il dibattito regionale, le storie su sanità pubblica e privata sono il passato».
E sui costi delle Autostrade, la Regione continuerà a dare battaglia?
«Non mi rassegno all'idea che un pezzo del territorio abruzzese si sottratto a qualsiasi responsabilità del governo e del Parlamento regionale. Chi pensa questo commette un errore, non solo perchè la modificata del "Titolo V" ci assegna addirittura la responsabilità della Concessione, ma perchè è del tutto evidente che qualsiasi politica di sviluppo non può fare a meno di una autostada efficente che funzioni sempre tutti i giorni e che non scarichi sugli utenti, il peso di una politica tariffaria in evidente contraddizione con la scarsità di servizi offerta agli utenti».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it