Data: 16/07/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Cantagallo alla Gtm: «Faremo ricorso al Tar» Montesilvano pronta all'ostruzionismo. D'Alfonso: «Stiamo studiando le procedure»

Il sindaco spara a zero sulla Regione dopo l'aggiudicazione dei lavori sulla Strada parco

PESCARA. «Hanno fatto i conti senza l'oste». E' furioso Enzo Cantagallo. Domani la Gtm farà il nome della ditta (la Balfour Beatty Italia con casa madre a Londra) che porterà sulla strada parco le carrozze della Metropolitana leggera di superficie, costringendo il sindaco di Montesilvano ad installare una trentina di semafori agli incroci del suo Comune. Ma lui non si arrende. Minaccia ricorsi al Tar e ostruzionismo sul rilascio delle concessioni comunali. E soprattutto accusa: «Ci hanno presi in giro fino all'ultimo. Sì, mi riferisco proprio alla Regione. A chi altro sennò?».
«Non sto parlando del sindaco, non è una questione personale», incalza Cantagallo, «hanno preso in giro la città che rappresento. Perché c'erano tutti i tempi tecnici per bloccare l'appalto ma non è stato fatto. Figuriamoci, se un anno fa la giunta regionale avesse voluto poteva entrare benissimo nel merito delle decisioni, degli aspetti tecnici della procedura».
E invece niente, silenzio assoluto per il sindaco di Montesilvano da parte dell'assessore ai trasporti, Tommaso Ginoble e, soprattutto, del governatore: «Del Turco si era esposto personalmente. I socialisti, il suo partito, avevano addirittura fatto i manifesti schierandosi contro quest'opera che continuiamo a ritenere inutile e dannosa. E poi? Io mi sono fidato ciecamente», si sfoga il sindaco. «Mi hanno detto addirittura che l'aggiudicazione dell'appalto sarebbe slittata a settembre perché uno dei componenti della commissione doveva sposarsi. Altre bugie».
Ma ora è pronta la controffensiva: «Giovedì ho mandato un telegramma a Ginoble per chiedere l'urgente convocazione della conferenza di servizio. Lunedì (domani per chi legge) incontrerò un docente esperto di diritto amministrativo con il quale voglio studiare questa vicenda in tutti gli aspetti. Faremo ricorso al Tar, e sarà un ricorso basato su alcuni aspetti fondamentali».
Intanto Cantagallo minaccia di utilizzare gli strumenti che gli derivano dalla carica di sindaco: «Hanno fatto il bando, ma bisogna realizzare ancora il tratto da via Marinelli a viale Europa. E le autorizzazioni le deve dare il Comune. Mi chiedo ancora dove faranno il terminall. Lo sanno che il mezzo della filovia, lungo 20 metri, passerà da via Foscolo che dovremmo sistemare noi? E come farà poi a girare su viale Europa, sulla riviera, dove ci abbiamo messo le palme?».
Per domani mattina Cantagallo ha già convocato la conferenza dei capigruppo, con al primo punto proprio l'appalto della filovia. La vicenda finirà inevitabilmente in consiglio comunale. Ed è proprio questo (il mancato coinvolgimento dei consigli comunali delle due città) l'aspetto sul quale si sarebbe concentrata l'attenzione dell'amministrazione di Pescara.
Il sindaco Luciano D'Alfonso non si sbilancia più di tanto: «Diciamo che stiamo valutando la correttezza della procedura». Ma l'ostacolo per la Gtm e la ditta italo-londinese che si è aggiudicata l'appalto da 31 milioni di euro potrebbe arrivare dalle legge 142 sulle Autonomie locali.
Una legge che ha già fatto sfumare all'Arma dei carabinieri, su sentenza del Consiglio di Stato, la nuova caserma del comando provinciale che sarebbe dovuta sorgere nell'area dell'ex camping della pineta.
Cosa ha detto quella sentenza? Che ogni modifica permanente del sedime del territorio comunale deve essere approvata dall'assemblea civica. Secondo alcune interpretazione, il progetto della filovia non godrebbe proprio di questo parere sul quale avrebbero dovuto esprimersi i due consigli comunali, ma solo della firma dei due sindaci sul protocollo d'intesa stipulato all'epoca. Una tesi giuridica ancora tutta da valutare, naturalmente, anche se il precedente della caserma dei carabinieri, fermata dai giudici amministrativi di secondo grado, incoraggia i sostenitori del "no" alla filovia.
Intanto, quasi a conferma di questa interpretazione, l'assessore regionale ai trasporti Tommaso Ginoble, rispondendo ad una interrogazione sulla filovia del consigliere Maurizio Teodoro, rimanda la palla ai due Comuni. Ribadendo, in buona sostanza, che solo la volontà delle due amministrazioni, sovrane sul proprio territorio, può in qualche modo modificare l'iter di una procedura che continuerebbe, altrimenti, a fare inesorabilmente il suo corso.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it