Data: 16/07/2006
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Blocco dei taxi. Antonio Martone «Danni gravi ai cittadini. Il governo può precettarli»

ROMA - «Abbiamo già inviato il 5 luglio scorso una nota di segnalazione alla presidenza del Consiglio in relazione al blocco dei taxi per segnalare il pregiudizio grave e imminente al diritto alla libertà di circolazione dei cittadini, riconosciuto dalla Costituzione. Ieri ne abbiano mandato una seconda. Se necessario, se la protesta continua, possiamo anche mandare una terza richiesta, ma il potere di precettare i tassisti non è della commissione di garanzia sugli scioperi», dice il presidente Antonio Martone. A chi spetta precettare?
«Al presidente del Consiglio, che può delegare il ministro o i prefetti».
Come valuta che la precettazione non sia stata ancora decisa nonostante da giorni non si trovi un taxi, voi abbiate segnalato la questione e lo stesso governo abbia minacciato provvedimenti?
«La valutazione non spetta a me, ma al presidente del Consiglio. Un primo passo è stato fatto perché credo che i prefetti siano stati allertati per evitare i blocchi del traffico. C'è però un problema urgente».
Quale?
«Bisogna almeno assicurare il servizio a tre categorie sociali deboli: gli anziani, gli ammalati, i disabili. Per questo voglio ricordare che la precettazione può essere anche parziale. In ogni caso bisognerebbe fare di tutto per assicurare un servizio minimo nelle situazioni che ho detto. Insomma, i centralini dei taxi devono rispondere e trovare un taxi se a chiamare è un soggetto debole».
Ma le famose sanzioni di cui spesso si parla?
«La commissione di garanzia, se non c'è una precettazione, può comminare multe solo alle associazioni sindacali che promuovono la protesta fuori dalle regole della legge. Già mercoledì scorso abbiamo aperto il primo procedimento. Ora i sindacati hanno 30 giorni di tempo per difendersi, poi decideremo. La prossima settimana potremmo aprire un nuovo procedimento per lo sciopero di questi ultimi giorni. Se invece c'è la precettazione, attraverso le liste di chi deve prestare il servizio, si possono multare di 516 euro al giorno i tassisti che non dovessero lavorare».
Intanto, da giorni i taxi non circolano.
«Voglio ricordare che la legge 146 del 1990 abilita anche le associazioni dei consumatori a rivolgersi alla magistratura per l'interruzione di pubblico servizio e a chiedere anche il risarcimento dei danni».
Si possono revocare le licenze ai tassisti che rifiutano si svolgere il servizio pubblico?
«Spetta eventualmente ai Comuni farlo».

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