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L'azienda lamenta costi troppo elevati per gasolio e pedaggi autostradali
Sulmona. - Siamo, purtroppo, solo all'inizio: i rincari che l'Arpa spa ha applicato sul servizio di trasporto pubblico su gomma nella tratta Scanno-Sulmona-Roma (coperto dalla società Schiappa), sono solo il primo gradino di una esclation di salati aumenti. Ad annunciarlo è stata la stessa Azienda, in riferimento alle proteste venute dagli utenti e all'articolo pubblicato ieri su Il Tempo che peraltro avevano annunciato l'avvio di una raccolta di firme contro i rincari. «L'ultimo aumento tariffario registrato sulla tratta Sulmona-Roma, linea non contribuitadalla Regione Abruzzo - scrive l'Arpa - risale al 2001. Nell'arco dei cinque anni che hanno preceduto la modifica delle tariffe decisa dal Governo regionale con provvedimento di Giunta che risale al maggio 2006, l'azienda concessionaria del servizio ha sostenuto aumenti di costi consistenti: basti pensare al prezzo del gasolio che ha subito rincari del più 20%; oppure ai pedaggi autostradali che negli ultimi tre anni sono cresciuti del più 40%, a quello del personale per gli ultimi due rinnovi contrattuali. Considerato il rapporto che attualmente esiste tra i costi per produrre il servizio ed i ricavi derivanti dai titoli di viaggio - annuncia l'Azienda pubblica - ci preme anticipare che occorrerà procedere ad un ulteriore ritocco delle tariffe per poter far fronte al costante aumento dei costi primari». Mano al portafogli, dunque, per utenti occasionali e per i pendolari: dopo l'aumento dei giorni scorsi del 10% per i biglietti normali (da 11,50 euro a 12,60 euro nella tratta Sulmona-Roma) e del 5% per gli abbonati, il monopolista della strada per Roma si appresta ad aumentare di nuovo le tariffe che, così, arriveranno ad oltre il 50% in più del costo del treno, mezzo che, tuttavia, risulta ancora per nulla competitivo, dati i tempi di percorrenza (oltre tre ore) e la frequenza delle corse. A farne le spese, ovviamente, gli utenti delle zone interne per i quali i rapporti con la Capitale diventeranno sempre più difficili e costosi. E pensare che l'Arpa acquisì la società Schiappa per impedire che l'interruzione dei finanziamenti pubblici in favore della ditta scannese provocasse l'aumento delle tariffe o il fallimento dell'azienda privata. Ma come si diceva gli utenti non ci stanno. A protestare sono soprattutto i pendolari che a causa degli aumenti vedranno sempre più magra la loro busta paga. Promettono battaglia. |