Data: 19/07/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Cialente (Ds): «Fermiamo i lavori della metro». Si profila un'intesa trasversale. Le ipotesi: non fare la tranvia o modificare il progetto

L'AQUILA. Si profila un'alleanza trasversale sulla istituzione di una commissione che valuti l'opportunità o meno (soprattutto per le casse comunali) di andare avanti coi lavori della metropolitana. Ieri Dino di Fabio (capogruppo in Comune di Forza Italia) aveva sollecitato la nascita della commissione. Oggi l'onorevole Massimo Cialente (Ds) si dice d'accordo con Di Fabio.
In realtà Cialente una tale proposta l'aveva già fatta qualche tempo fa ma il sindaco replicò duramente al deputato Ds facendo intendere che non se ne parlava proprio.
Il parlamentare della Quercia ieri ha diffuso una nota in cui afferma: «Leggo con piacevole stupore l'intervento del capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Dino Di Fabio, riguardo la metropolitana di superficie. Aldilà dei motivi che possono averlo spinto a dissentire dalla linea della sua maggioranza, ritengo che sia oggettivamente importante, seppur tardiva, la sua netta presa di posizione. Essa ricalca di fatto la proposta di cui mi feci portatore e che risale ormai a 14 mesi fa, quando avanzai la stessa indicazione di metodo per risolvere l'empasse a cui era già giunta l'opera dal punto di vista legale, procedurale, progettuale, gestionale e tecnico, vale a dire l'istituzione di una commissione tecnica che affrontasse i gravi problemi che già allora, per chi avesse voluto vederli, andavano addensandosi intorno all'opera e che oggi rischiano di farla annoverare fra gli inutili inghiottitoi di pubblico denaro. Mi riferisco in particolare alla procedura di infrazione europea, già in corso che costerà, a breve, alle tasche dei cittadini aquilani 20.000 euro al giorno, una cifra insostenibile per le già provate casse del Comune dell'Aquila; alla surreale e svantaggiosa convenzione per la gestione e ai costi aggiuntivi per la correzione, ormai inevitabile e necessaria, di un percorso irrazionale. In questi giorni sto seguendo da vicino la vicenda presso i Ministeri coinvolti (Trasporti, Beni Culturali, Politiche Comunitarie) e sempre più emerge che la questione metropolitana di superficie è diventata una sorta di tzunami che sta per abbattersi sulla nostra collettività. Allora la mia proposta cadde purtroppo nel silenzio del centrodestra e anche di parte del centrosinistra e mi procurò pesanti insulti da parte del primo cittadino. Ritengo non più rinviabile che tutti, ripeto tutti, prendano atto che il problema esula ormai dalle polemiche di schieramento e interne agli schieramenti e va affrontato come vera e propria emergenza cittadina, con l'aiuto dei Ministeri coinvolti, ai quali non posso non rimproverare una scarsa vigilanza su un'opera gestita da un gruppo dirigente incapace di confrontarsi con interventi di tale dimensione. Per limitare il danno è assolutamente necessario agire in tempi brevissimi, per giungere tramite deliberazione di Giunta o Consiglio, all'istituzione della commissione tecnica ed arrivare entro due o tre mesi, con l'aiuto di tecnici ministeriali a rivedere il tracciato e la gestione». Ieri è intervenuto anche Fabio Pelini, segretario comunale di Rifondazione comunista che chiede a Tempesta di «parlare chiaro alla città spiegando che la faraonica opera pubblica sarà pagata a caro prezzo anche da chi non la utilizzerà. Ben venga una commissione con tecnici e legali indipendenti per valutare il da farsi».

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