Data: 19/07/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Strada parco, ora la città si spacca in due. Il percorso dell'ex ferrovia. I cittadini: «Sarà utile». «Non snellirà il traffico»

I residenti divisi sul progetto della filovia La proposta: «Prima una prova con i bus»

PESCARA. Una città spaccata in due che s'interroga su tre domande chiave: «Ma il filobus sulla strada parco servirà davvero a questa città? Snellirà il traffico di viale Bovio? E la gente? Ci salirà o continuerà a prendere la macchina». A chiederselo è il partito pro filovia e anche quello schierato a difesa della strada parco. Nel mezzo, tra l'incudine e il martello, tutti quelli che per vederci più chiaro chiedono la prova empirica con bus elettrici o a metano per testare la reale risposta della gente a un nuovo mezzo pubblico. Fare l'esperimento prima di investire 31 milioni di euro.
«Per fare tutti contenti», dice Romano Mancini, residente in via Isonzo che porta a passeggio la piccola nipotina Vittoria, «io farei la prova con autobus a metano o elettrici in servizio sulla strada parco tanto per vedere se davvero c'è l'utenza. Insomma, non vorrei che si spendessero tanti soldi per un servizio poco usato. Se durante la sperimentazione si scopre che l'utenza c'è allora ben venga la filovia. Ognuno parla egoisticamente ed è ovvio che questa strada è bella da vivere con la gente in bicicletta e i bambini che giocano ma c'è sempre il problema del traffico».
«Il filobus taglierà ancora la città in due, si tornerà indietro nel tempo all'epoca della ferrovia», dice Carla Monticelli, «se deve circolare un mezzo pubblico vuoto allora è meglio non fare niente. Comunque, è anche vero che questa strada così com'è adesso è sprecata perché è viva solo di sabato e domenica». «Inoltre, c'è anche uno stato di anarchia perché non si capisce quale è la parte per le biciclette e quella per i pedoni», fa notare Federica Taviani, «il filobus deve essere integrato con un Piano traffico degno di questo nome e con un nuova cultura del mezzo pubblico. La certezza è che si può fare di meglio per alleggerire il traffico di questa città». E prima di andare via, una domanda: «Ma invece di fare un'opera costosa, un catafalco, non si può realizzare un sistema di trasporto con piccoli bus elettrici?».
Mentre passeggia con la mamma, Enzo Martorella esprime il suo parere: «Il filobus sarà utile per snellire il traffico di viale Bovio». «La strada parco? Senza filobus, un posto per la gente, da vivere in bici, per andare a passeggio e per gli anziani», Massimo Berardi, residente in un palazzo affacciato sul percorso pedonale, è sicuro: «Se passa la filovia, la favola finirà. Adesso è un'oasi per rilassarsi e incontrarsi. E il mercato? Dove andrà a finire?», si chiede mentre passeggia con gli amici e il cane, razza dalmata, Sheba.
«La situazione è complicata», premette Nunzia Mazzitti, residente e madre di due bambini, «se il filobus servirà a snellire il traffico allora io sono pronta a sacrificare la strada parco, è una scelta impopolare ma è necessario proiettare lo sguardo al futuro».
«Il filobus non lo prenderà nessuno», Michele Colaianni è il titolare di Bike Pit Stop, officina per la riparazione di biciclette. Sulla strada parco, affitta risciò ma ora, dopo gli ultimi sei furti commessi in pieno giorno, ne ha solo uno costruito da lui: «La gente di Pescara prende la macchina anche per andare al mare, figurarsi se prenderà il filobus. La strada parco, senza filovia, diventerà meglio di piazza Salotto, la zona più in di Pescara. E' la fortuna dei pescaresi», dice il meccanico originario di Bari.
«E' giusto sfruttare questa strada per alleggerire il traffico perché solo con viale Bovio e viale della Riviera non è più possibile andare avanti», dice Giacomo Colatriano.
«Il filobus? Sono d'accordo», dice Tiziana Di Donato, madre di Nicolò, 7 anni, e Virginia (13), «qui non c'è più ordine. Qualcuno ci passa anche con la macchina e con la moto per non parlare dei delinquenti che ci bivaccano dalle prime ore del pomeriggio».
«Il filobus? Sono contrario», dice Paolo Marotta, dipendente comunale, «non è giustificato spendere così tanti soldi, 31 milioni di euro, per così pochi chilometri».

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