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Summit nella Capitale sollecitato dal segretario Uil Cerasoli: «Stop a tutti gli interventi sulla strada»
L'Aquila. Il ministero dei Beni culturali vuol vederci chiaro. Sarà il direttore generale in persona, Roberto Checchi ad effettuare a breve un sopralluogo al cantiere della metropolitana di via Roma. Una mossa necessaria convenuta ieri nella riunione tecnica che si è svolta nella Capitale, alla luce soprattutto di quanto stabilito dal nuovo Codice sui Beni Culturali che affida ulteriori compiti di tutela al Ministero e tenuto conto del fatto che se prima su via Roma c'era un vincolo indiretto oggi con la legge Urbani ci sono quelli diretti sugli edifici monumentali che insistono sul percorso. Dopo il sopralluogo la valutazione sul da farsi sarà rimessa al Comitato tecnico scientifico per i Beni architettonici e paesaggistici del Consiglio superiore dei Beni Culturali, massima autorità in materia. Secondo il segretario generale Uil Beni e Attività Culturali Gianfranco Cerasoli si è trattato di «una riunione importante che ha permesso di chiarire che l'azione di tutela del patrimonio della città dell'Aquila deve essere condotta in forma unitaria e quindi nessuno può pensare di aggirare le regole ricorrendo a valutazioni che nulla hanno a che vedere con l'azione istituzionale del Ministero». E a questo proposito secondo Cerasoli la sentenza del Consiglio di Stato parla chiaro: «I lavori su Via Roma - ha continuato - non devono essere bloccati solo in corrispondenza dei sottoservizi (condotta Enel gas), ma su tutta l'arteria. Se si continuerà a lavorare nonostante lo stop il rischio sarà il sequestro del cantiere». Il segretario Uil ha aggiunto che entro 15 giorni il ministero dovrebbe aver stilato le prescrizioni al Comune per quanto riguarda la messa in sicurezza dei palazzi storici vincolati. Intanto in Comune infiamma il dibattito tra favorevoli e contrari al metrò che sembra essere diventato il cavallo di Troia di qualche partito per espugnare palazzo Margherita. Intanto ieri il comitato dei residenti di San Pietro contrario all'opera ha consegnato un dossier al ministro Antonio Di Pietro. |