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ROMA - Potrebbe essere Fabiano Fabiani il successore di Elio Catania alla presidenza delle Ferrovie, se quest'ultimo decidesse di cedere il passo. Quello del manager, classe 1930, già direttore centrale dell'Iri, passato poi ai vertici di Autostrade e Finmeccanica, e attualmente presidente di Acea, è una delle ipotesi più forti emerse ieri durante il pranzo nell'appartamento di Romano Prodi, a Palazzo Chigi. Qui i ministri Tommaso Padoa-Schioppa (Economia), Pierluigi Bersani (Sviluppo economico), Antonio Di Pietro (Infrastrutture) e Alessandro Bianchi (Trasporti) avrebbero esaminato i dossier preparati dal sottosegretario Massimo Tononi su Alitalia e Fs. Per l'ex compagnia di bandiera non sarebbe ancora arrivato il momento del ricambio, tuttavia continuano a circolare i nomi di Maurizio Basile, ma anche quello di Vittorio Colao, in uscita da Rcs, mentre la Margherita apprezzerebbe una candidatura di Ernesto Auci, già direttore de Il Sole 24 Ore . In Ferrovie invece l'eventuale arrivo di un esterno, come Fabiani, imporrebbe al ministro dell'Economia di abrogare una direttiva del predecessore, Giulio Tremonti, che impediva l'ingresso nel gruppo a esterni. La candidatura di Mauro Moretti, come amministratore delegato, resta solida, anche se, secondo indiscrezioni, Padoa-Schioppa, come azionista-Tesoro, avrebbe offerto la stessa poltrona a Mario Virano, appena uscito dal consiglio d'amministrazione dell'Anas. Questi, come presidente dell'Osservatorio della Val di Susa sulla Tav, avrebbe declinato la proposta. Intanto, proprio intorno al ricambio avvenuto in Anas tra l'ex amministratore, Vincenzo Pozzi, e il nuovo, Pietro Ciucci, si sarebbe scatenata la guerra tra Italia dei Valori e Margherita. Quest'ultima è rimasta esclusa dalle nomine del nuovo board, dove invece Di Pietro è riuscito a piazzare due consiglieri. Il ministro delle Infrastrutture sarebbe così stato ripagato del mancato favore, espresso dall'Unione, alla candidatura di Leoluca Orlando alla presidenza della commissione Affari Regionali, cui verrebbe preferito Sergio Mattarella. |