Data: 23/07/2006
Testata giornalistica: Il Centro
I Ds: «Sulla metro il Comune dica tutta la verità» La Quercia: prima si deve fare chiarezza, poi potremo parlare del futuro dell'opera

Festuccia e Ranieri sollecitano una dettagliata relazione tecnica sullo stato dei lavori

L'AQUILA. Una relazione approfondita sullo stato dell'arte, da cui ripartire per una seria discussione in consiglio comunale. I Ds vogliono che la questione della metropolitana torni nelle sedi istuzionali, e che il governo di centrodestra si assuma le proprie responsabilità dal punto di vista politico, tecnico e amministrativo. «Sì a una commissione ministeriale, no ai trasversalismi» dicono i Ds.
Dopo le dichiarazioni del sindaco Biagio Tempesta, che difende a spada tratta l'opera, e di rappresentanti della stessa maggioranza che avanzano invece dubbi e critiche, i Democratici di sinistra lanciano una proposta, tesa «a fare chiarezza e a indicare la strada per trovare una soluzione, invocata ormai da gran parte della popolazione».
Se l'onorevole Cialente parla di "rischio tzunami", i suoi compagni di partito vanno oltre: «Il progetto, malpensato e malgestito, si è già abbattutto come uno tzunami sulla città. E il sindaco, con le sue recenti affermazioni tranquillizzanti, aggiunge a una dimostrata incapacità amministrativa anche un disinteresse diffuso per il futuro di questa città».
Dunque, i Ds propongono atti ufficiali, «che vadano oltre le polemiche a distanza condotte solo sui mezzi di informazione». Intanto, la prima mossa sarà chiedere domani, in sede di commissione garanzia, una relazione scritta sullo stato dell'arte dell'intervento. Un documento dettagliato, che non tralasci nulla, dallo stato di avanzamento dei lavori, alle varianti effettuate, fino alle riserve in atto, a ricorsi e prescrizioni. Dovrà portare la firma dell'assessore competente e del responsabile del progetto.
Una sorta di «presa d'atto del fallimento dell'opera», secondo i Ds, da cui ripartire, per aprire una discussione in consiglio comunale, così come chiesto anche dall'assessore D'Eramo.
Se non ci sarà questa «assunzione di responsabilità», allora il centrosinistra affiderà uno studio a tecnici esterni e, anche in vista delle prossime elezioni amministrative, presenterà la propria proposta risolutiva. Ad illustrare questa posizione - ricordando anche che i Ds, nel lontano 2001, si astennero dal votare l'unica delibera comunale sulla metro, ma non senza aver palesato giudizi negativi - sono stati ieri il segretario comunale Fabio Ranieri, il capogruppo consiliare Vittorio Festuccia, il responsabile urbanistica e territorio Marino Bruno, il consigliere Franco Volpe, l'ambientalista Giovanni Cialone e il consigliere di circoscrizione Pina Lauria.
I Ds sono poi contrari all'istituzione di una commissione mista, richiesta dal capogruppo di Fi, Di Fabio, e sollecitano invece una commissione ministeriale, su «un progetto che è stato appaltato nonostante non rispondesse ad alcun requisito necessario, e che ad oggi non vede realizzata nessuna delle condizioni per le quali l'opera era stata ipotizzata come fattibile. E cioè la chiusura al traffico del centro storico, il piano parcheggi, la ristrutturazione del sistema dei trasporti».
Insomma, l'intervento va ripensato. «Del resto», concludono i Democratici di sinistra, «gli esempi accampati dal sindaco, e cioè Padova e Bologna, sono la dimostrazione di quello che andiamo dicendo da tempo: anche lì la metro non è mai entrata in funzione».

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