Data: 23/07/2006
Testata giornalistica: Il Centro
«Filovia ad alto impatto, no all'appalto». L'associazione "Strada Parco" critica il progetto scelto dalla Gtm

Il presidente Sorgentone: «Piloni, archi in ferro e fili riporteranno la città indietro di cinquant'anni»

PESCARA. L'appalto della filovia sulla strada parco assegnato dalla Gtm alla Balfour Beatty deve essere revocato, perchè in contrasto con i requisiti di innovazione e basso impatto ambientale richiesti dagli enti appaltanti e dalle amministrazioni comunali interessate dal progetto. Questa la posizione di Mario Sorgentone, presidente dell'associazione Strada Parco, che torna a far sentire la sua voce dopo aver approfondito in ogni suo aspetto il progetto vincitore della gara da 31 milioni di euro che trasformerà per sempre non solo la strada parco, ma tutta la città che tornerà ad essere divisa in due.
«Il progetto appaltato, sia pure in via provvisoria alla ditta Balfour Beatty, è quanto di più impattante possa esistere», sostiene Sorgentone. «Piloni, archi in ferro e fili sospesi costituiscono una struttura simile ad una gabbia e riportano la nostra città indietro di 50 anni. Insomma un ecomostro». Eppure, insiste il presidente dell'associazione Strada Parco, «gli stessi sostenitori della filovia avevano sempre auspicato la ecocompatibilità della struttura e l'assenza di invasività. Addirittura il sindaco D'Alfonso le aveva poste come condizioni irrinunciabili».
Ma non è certo l'unico problema che Sorgentone, ingegnere di una grande azienda di trasporto a riposo, rileva dallo studio del progetto. «I filobus lunghi 18 metri, concluso il breve percorso della strada parco e utilizzando il motore diesel, continueranno la corsa sulle vie ordinarie, per cui si creeranno ingorghi, aggravamento del traffico e inquinamento, per la disperazione degli stessi autisti e con buona pace della Filt-Cgil. Ipotizzare il transito dei filobus sulla strada parco solo da lunedì a venerdì è una proposta demagogica, per due motivi: - riduce ulteriormente il già modesto flusso passeggeri, ben lontano dai fantasiosi 150 passeggeri ogni 10 minuti per direzione, cioè 12.000 passeggeri al giorno, declamati dalla Gtm; crea difficoltà negli spostamenti durante il fine settimana, con danno per il commercio e le relazioni».
Infine la filovia torna a dividere la città in due, «allo stesso modo della ferrovia, per i semafori agli incroci e le barriere di sicurezza tra pista ciclabile e sede filoviaria». In conclusione, secondo Sorgentone a fronte di una spesa di 31 milioni di euro ci sarebbero zero vantaggi e danni tanti (forte passività di gestione per la scarsezza di passeggeri, fine della utilizzazione ciclo-pedonale della strada parco e della sua funzione sociale e culturale per l'area metropolitana). «Tanto vale», sottolinea Sorgentone «acquistare alcuni autobus navetta ecologici di 8-9 metri (costo 1-1,5 milioni) e farli scorazzare avanti e indietro sulla strada parco. Il risultato sarebbe identico, ma si avrebbe la possibilità di utilizzare il finanziamento per soluzioni sicuramente più efficaci per la riduzione del traffico e dell'inquinamento. Per quanto riguarda l'appalto», conclude il presidente dell'associazione Strada Parco «essendo l'aggiudicazione provvisoria, l'eventuale indennizzo non potrebbe che essere irrisorio. All'Aquila si sono accorti dell'errore e stanno cercando di fermare i lavori della filovia, pur essendo stati realizzati in buona parte. Mi rifiuto di credere che a Pescara siano scomparsi buon senso ed intelligenza».

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