Data: 25/07/2006
Testata giornalistica: Il Centro
«Una monorotaia al posto della filovia». Confcommercio lancia la sua proposta «Ora pronti a un referendum popolare»

PESCARA. La Confcommercio punta in alto. La soluzione «per salvare la strada parco e mettere tutti d'accordo» è la monorotaia, struttura sopraelevata che permette ai treni di correre senza interferire con la rete stradale, sicura e veloce. Dopo Pescara come Los Angeles, definizione di Giuseppe Roma, direttore del Censis, in un scialo di similitudini, ecco, secondo Ezio Ardizzi, Pescara come Tokyo, Sydney, Londra: città dove la monorotaia trasporta ogni giorno centinaia di migliaia di persone.
Il tempo di percorrenza previsto dal terminal nord, a Montesilvano, fino alla stazione ferroviaria di Pescara, è stimato in 18 minuti, leggermente inferiore alla filovia (22 minuti). «Il filobus è un errore storico: sulla strada parco ci sono più di 25 attraversamenti, sarà un rischio giorno e notte per pedoni e ciclisti» assicura il presidente della Confcommercio. «La sicurezza vale molto di più di questo investimento, senza considerare che in Italia solo a Fiumicino esiste un sistema monorotaia: sarebbe un progetto forte e visibile capace di caratterizzare la città». Ardizzi rivendica l'idea: «Sono anni che lo dico». Adesso, tardivamente perché avviene una settimana dopo l'assegnazione dell'appalto della filovia alla Balfour Beatty Italia, l'elaborazione progettuale dello studio di architettura di Gaetano Colleluori, che riguarda l'intero asse metropolitano Montesilvano-Pescara-Francavilla-Chieti, viene resa pubblica con un annuncio: «Se non troveremo su questa iniziativa la condivisione delle forze politiche, noi siamo pronti a promuovere un referendum: siamo sicuri che questa soluzione stravincerebbe, e i lavori dovrebbero essere bloccati».
Issata su piloni alti 4,15 metri, la struttura della monorotaia si eleva fino a 9,45 metri, con un costo che varia da 4,2 a 5,2 milioni di euro a chilometro (compresa la realizzazione di due fermate). Ma, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, spiega Colleluori, i costi non sono proibitivi perché la monorotaia è prefabbricata. «Normalmente la costruzione di linee filoviarie o fs hanno costi altissimi per gli espropri: in questo caso si sfruttano le strade esistenti, senza costi aggiuntivi. Con lo stesso costo a chilometro, si realizzano poco più di 1200 metri di filobus: la tratta appaltata, quindi, costerebbe 36 milioni di euro, il 20 per cento in più rispetto alla filovia. Inoltre i tempi di percorrenza sono certi, il mezzo è ecologico, sicuro perché non ci sono intersezioni stradali, ed è silenzioso, perché viaggia su ruote con trazione elettrica». Dell'impatto visivo dell'opera e delle resistenze che potrebbe trovare nei residenti della strada parco, Ardizzi non vuole neppure sentire parlare: «Io mi metto nell'ottica del turista, che potrebbe attraversare la città godendo di una veduta fantastica. Quella strada è della collettività, non per chi ci abita. I due Comuni lo devono volere. Quanto alla società appaltatrice, può fare una variante in corso d'opera».

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