Data: 25/07/2006
Testata giornalistica: Abruzzo Oggi
Cdl contro Cantagallo: la filovia in Consiglio

MONTESILVANO - La Casa delle libertà è scesa di nuovo in campo per riaffermare la propria linea politica in riferimento alla questione strada parco che continua a tenere banco in città. Confortati dalla presenza dell'ex assessore regionale ai trasporti Mario Amicone, i tre segretari di partito della Cdl: Oscaro Biferi -Udc, Ermanno Falco -FI, Pasquale Cordoni -AN, hanno rilanciato chiare domande al sindaco Enzo Cantagallo che, «con i suoi proclami continua a cavalcare un no che non potrebbe altro che nuocere all'intera cittadinanza».I tre segretari di partito hanno invitato il sindaco a farsi promotore di un tavolo di confronto e allo stessotempo hanno chiesto la convocazione di un Consigliocomunale che discuta in maniera trasparentedell'annosa questione. Come affermato da Ermanno Falco, «la dichiarazione di Enzo Cantagallo, resa pubblica a mezzo stampa, secondo cui i capi gruppo di maggioranza avrebbero sottoscritto una petizione d'ordine che darebbe mandato al sindaco di esperire ogni via legale per impedire larealizzazione dell opera, è solo l'ultima di una lunga collana di perle sciorinate dal primo cittadino che, a partire dall'estate 2004, ha lanciato una violenta e scriteriata offensiva contro una infrastruttura destinata a migliorare di molto la mobilità cittadina e con essa la qualità complessiva della vita dei montesilvanesi».«Enzo Cantagallo - hanno proseguito gli esponenti del centro destra - ha parlato da subito di "progetto alternativo", ma si è guardato bene dall'indicarlo e oggi, dopo ben due anni di tentativi di sollevazione popolare e di astrusità demagogiche, il Comune di Montesilvano non è stato in grado dì abbozzare il minimo piano della mobilità e dell'assetto dei trasporti cittadini». Mario Amicone, ricostruendo l'annosa questione ha ben precisato che «le scelte di Cantagallo hanno poco di politico vista anche l'assenza di confronto all'interno della sua stessa maggioranza e che a tutt'oggi il Comune di Montesiivano non ha fatto nulla per favorire tale opera di portata storica e necessaria per il bene di tutti i cittadini». «Nell'aprile del 2005 il sindaco di Montesilvano lanciò imprudentemente l'idea di un referendum popolare - hanno proseguito, gli esponenti della Casa delle libertà - sappiamo tutti come andò a finire, con il sito internet del Comune invaso dai favorevoli alla filovia e Cantagallo costretto ad uno sconcertante dietro-front. Se Cantagallo strilla e strepita ma non porta la questione in Consiglio comunale, è perché nessuno dei consiglieri dell'attuale maggioranza si sogna di filarselo nel percorrere un sentiero tanto sbagliato quanto pericoloso: ciascun consigliere sa che se il progetto filoviario dovesse essere accantonato a causa di un atto proveniente dal Consiglio - hanno concluso gli esponenti del centrodestra - ogni voto dato contro la filovia potrebbe inerire una gravissima responsabilità di tipo civile da risarcimento danni in favore della ditta aggiudìcataria dei lavori e per questo Cantagallo non può spingere oltre un certo limite».

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