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MONTESILVANO Oscaro Biferi, segretario comunale Udc espone il punto di vista della Casa delle Libertà sulla questione filovia. «Sì al progetto a cui segua un nuovo piano del traffico».
Starda parco sì o no? «La Casa delle Libertà pensa che il passaggio della filovia sia uno dei tanti strumenti importanti per cominciare a fare dei piccoli passi verso la riduzione di quel traffico veicolare che attanaglia la nostra città.
Solo un primo, piccolo passo? «Sì, che deve essere supportato da forti iniziative che vadano poi a rafforzarlo con il potenziamento dell'area arborea, con collegamenti con il verde esistente, piazze, slarghi, gallerie, con l'apertura in corrispondenza delle fermate di servizi, attrezzature, uffici, collegati a distanza pedonale con il trasporto pubblico».
Il punto di forza della filovia? «Il percorso è stato pensato fin dall'inizio come collegato ad importanti attrattori di mobilità, si pensi alla stazione ferroviaria, alle Naiadi, in futuro all'aeroporto, all'università, al palazzo di giustizia e sulla stessa linea a Montesilvano la stazione ferroviaria, la multisala di Porto Allegro, la zona alberghiera, il Palacongressi».
Perché non tutti riescono a vederla in questo modo? «Il progetto valido alla fine si è tramutato nell'operato di una classe politica, alla guida della città, che continua a smentire ogni giorno se stessa e le proprie scelte. Basta infatti ricordare come colui che oggi si fregia del titolo di primo cittadino, anni addietro stava da quella parte della barricata che, insieme ad altri esponenti politici, voleva e guardava ad una mobilità alternativa, a quella attuale, favorendo l'adempimento di tutti quegli atti amministrativi necessari per la realizzazione della cosiddetta filovia sulla strada parco».
Con la filovia però i pescaresi perderanno la strada parco.. «Quella stada con i suoi innumerevoli palazzoni e colate di cemento, rappresenta purtroppo il fallimento negli anni di presentare un progetto alternativo alla filovia e volto a migliorare la mobilità attuale. Per fortuna dei distinguo ci sono e sono ben conosciuti, vedi gli interventi di quel saggio uomo che risponde al nome di Glauco Torlontano che da anni si batte per migliorare la salute dei suoi cittadini auspicando nei tempi più brevi possibili la realizzazione della filovia sulla strada parco visti i livelli di inquinamento cui i pescaresi sono costretti».
Anche il sindaco Cantagallo è contro la filovia? «Cantagallo deve delle risposte prima a se stesso come uomo e poi all'intera cittadinanza vista la contravvenzione delle leggi cui si impegna e lo sperpero di denaro pubblico sempre in favore degli uomini del centrosinistra e a discapito della cittadinanza che ancora una volta è chiamata a pagare l'Ici, la Tarsu e tanti altri tributi locali portati ormai al massimo imponibile possibile».
Ma Montesilvano ne avrebbe realmente bisogno? «In una città come Montesilvano dove solo sulla Statale 16 si registra un traffico giornaliero medio di oltre 25.000 veicoli, non si sono affatto create alternative reali al traffico privato su gomma e addirittura contravvenendo alla legge, infatti esiste un articolo 36 del decreto legislativo del 1992 riguardante il Codice della strada, il quale prevede che i Comuni con più di 30.000 abitanti si dotino di un Put, Piano urbano del traffico, non è stato mai redatto tale piano. La storia del Piano traffico comunque è intrisa, in questa città, di interessi vari che nel corso degli anni hanno favorito l'ennesimo sperpero di denaro pubblico a danno dei cittadini. Basta tornare indietro di qualche anno per vedere come tutti coloro che fanno parte di questa classe politica che oggi amministra la città, ha in qualche modo speculato sul il Piano traffico mai entrato in vigore».
Ma si tentò varie volte però di fare un piano traffico «Negli anni 80 un tecnico locale oggi assessore della giunta Cantagallo ottenne, dietro lauto compenso, l'incarico per redigere un piano traffico. Ne uscì un progetto dove in sostanza il piano del traffico non veniva affrontato. In seguito l'incarico veniva affidato ad un altro uomo che nel corso degli anni in questa città ha messo le mani su tutto ciò che riguarda l'edilizia. Dopo questa parentesi che ha visto impegnato, in tal senso, il dirigente del settore urbanistica, un nuovo incarico è stato affidato, in tempi più recenti, ad altro super tecnico vicino al Sindaco impegnato anche lui nel settore urbanistico».
Cosa potrebbe risolvere oggi un piano del traffico? «Pur essendo consapevoli che non può fare miracoli, sappiamo bene che esso può essere uno strumento in più per analizzare fenomeni in atto, diagnosticarli e proporre una terapia. Ecco perchè chiediamo la redazione in tempi certi e brevi, di un piano traffico, chiediamo di sapere cosa l'amministrazione intenda fare e dove vuole andare, attendiamo la presentazione delle analisi del piano, di discutere le proposte e la valutazione delle alternative di intervento che dovrebbero costituire delle grandi occasioni per riflettere sulle condizioni della città attuale e sulle strategie per migliorare il sistema della mobilità, in un'ottica metropolitana e con attenzione alle strategie urbanistiche e a tutti i modi di trasporto».
Come si uscirà da questa situazione? «Adesso non si tratta di prendere parte ad una disputa filovia sì, filovia no, ma di prendere parte ad una discussione e a delle scelte che riguardano non soltanto tecnici esperti o amministratori che ogni giorno improvvisano il proprio servizio, ma di una partecipazione di cittadini che sanno che con il proprio contributo di idee possono migliorare la qualità e l'efficacia delle scelte». |