Data: 27/07/2006
Testata giornalistica: Ansa
Autostrade. Corte dei Conti, introdurre pił regole e sanzioni

(ANSA) - ROMA - La convenzione che regola il rapporto tra Anas e la societa' Autostrade (concedente e concessionaria di una rete autostradale di 3.400 chilometri) presenta, come anche per altre concessionarie, ''gravi manchevolezze relativamente alle garanzie poste a tutela del pubblico interesse''. Lo rileva la Corte dei Conti che, in una audizione presso la commissione Lavori Pubblici del Senato, indica le correzioni da apportare in un nuovo atto aggiuntivo (come chiesto dal ministro delle infrastrutture, Antonio Di Pietro) anche in vista della fusione con il gruppo spagnolo Abertis. La Corte chiede l'introduzione esplicita di un potere di revoca della concessione. E l'introduzione di ''un sistema di misure sanzionatorie graduate, correlate a piu' puntuali vincoli'' e ''proporzionate alla gravita' delle violazioni accertate e contestate''. Servono anche ''specifiche clausole comportanti fideiussioni bancarie per la puntuale esecuzione degli investimenti pattuiti e/o per il dirottamento degli investimenti su altri interventi in caso di inerzia della concessionaria''. E ''la previsione di ogni altro utile meccanismo di tutela del pubblico interesse alla corretta gestione ed al potenziamento della rete autostradale'' gestita da autostrade per l'Italia, la societa' operativa del gruppo Autostrade, ''anche in vista dell'annunciata incorporazione di Autostrade in Abertis''. La Corte dei Conti si sofferma anche sul problema delle risorse previste per investimenti e non ancora spese. Le bilancio delle societa', indica, le risorse andrebbero depositate presso ''un apposito fondo di riserva a garanzia degli investimenti da effettuare'', perche' ''la differenza tra investimenti effettuati e quella da effettuare sia sottratta al rischio delal sua destinazione a dividendi della stessa concessionaria, anche prevedendo una revoca automatica della concessione''. La Corte Conferma che al 31 dicembre 2005 gli investimenti di Autostrade sono stati pari a ''circa 2,2 miliardi a fronte di una previsione di circa 4,1 miliardi'', anche per cause ''esterne ala volonta' della concessionaria''. Ed indica che 'un lacunoso impianto negoziale ha consentito ad Autostrade di lucrare la differenza tra i prelievi da pedaggio corrisposto col piano finanziario ed i minori investimenti effettuati''

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