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Genova. Una presa di posizione «legittima nella sostanza, ma profondamente discutibile sotto il profilo dell'opportunità politica». Con un'aggravante: l'aver scelto come bersaglio il presidente dell'Autorità portuale e non il segretario generale, «sul cui ruolo sarebbe opportuno aprire un serio dibattito all'interno dell'amministrazione». È dura, la replica della Fit Cisl al duro attacco rivolto nei giorni scorsi dalla Filt Cgil ai piani alti di Palazzo San Giorgio. «Non è vero - spiega Ettore Torzetti, segretario della Fit Cisl - che negli ultimi mesi le relazioni industriali all'interno dell'Authority si sono indebolite. E non risulta che a Palazzo si lavori in un insostenibile clima di caccia alle streghe. Con questo non intendiamo difendere d'ufficio l'operato del presidente Novi: i problemi ci sono, ma è giusto affrontarli nelle sedi più opportune, senza diffondere all'esterno un'immagine distorta dell'Authority. Per il futuro auspichiamo che la Cgil, prima di assumere certe posizioni, voglia confrontarsi con Cisl e Uil in un clima di collaborazione e non di contrapposizione». Secondo Torzetti, se una critica deve essere rivolta all'Authority in materia di gestione del personale, questa deve riguardare il ruolo del segretario e non quello del presidente: «Ancora oggi ci domandiamo quale sia l'effettivo incarico del nuovo segretario generale, Moscatelli - commenta il rappresentante Cisl - In una situazione di normalità spetterebbe a lui il coordinamento dei dipendenti dell'ente. Oggi non è così. Palazzo San Giorgio, di fatto, è una struttura priva di un'importante figura di riferimento, per i lavoratori, ma non solo. Non avremmo mai pensato di doverlo dire, ma a questo punto rimpiangere Carena è una riflessione inevitabile». Alle critiche della Cgil circa il ricorso eccessivo a consulenti |