Data: 01/11/2005
Testata giornalistica: Corriere della Sera
COMUNE DI MILANO: «Abrogare il Regio decreto»
Mozione bipartisan per gli autisti stranieri in Atm

Destra e sinistra insieme contro il Regio decreto che impedisce all'Atm di assumere gli autisti extracomunitari.

Ci sono le firme dell'opposizione, ma anche quella del capogruppo di An, Stefano Di Martino, sotto la mozione presentata ieri a Palazzo Marino. Il testo invita il sindaco e la giunta «a farsi promotori di una richiesta rivolta al governo e ai gruppi parlamentari perché compiano i passi legislativi necessari per l'abrogazione della norma del '31 che prevede la cittadinanza italiana come requisito per l'assunzione dei conducenti di aziende pubbliche di trasporto». Nel documento, primo firmatario il ds Aldo Ugliano, si sottolinea che da anni l'Atm «non riesce a completare gli organici dei guidatori di autobus e tram», sia per le condizioni lavorative difficili sia per la «scarsa remunerazione iniziale (circa 1050 euro mensili)». «Questo compenso - denuncia Ugliano - è talmente inferiore al costo della vita che diventa difficilissimo riuscire a far quadrare lo stipendio con le spese per vitto e alloggio». I consiglieri comunali osservano ancora che per questo motivo «molto spesso accade che il personale proveniente dal Sud non riesca a sopravvivere e se ne vada». L'abrogazione del decreto, considerato «anacronistico» anche dall'assessore al Personale Carlo Magri, consentirebbe di aprire le porte dell'Atm agli stranieri. E i vantaggi sarebbero molteplici: «L'Atm potrebbe completare i suoi organici - fa notare Ugliano -L'azienda potrebbe inoltre utilizzare pienamente il suo parco vetture, incrementando il trasporto pubblico e contribuendo alla lotta all'inquinamento e potrebbe inoltre offrire un'opportunità per un'occupazione stabile a centinaia di lavoratori stranieri, favorendo l'integrazione». Il testo della mozione è circolato anche nei depositi Atm, creando tra i conducenti una certa agitazione. «Ma la battaglia è sacrosanta», commenta il consigliere.

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