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Soddisfatto Bonanni. Il premier sull'età del ritiro: «Libertà, libertà...» ROMA - Ormai sta diventando una consuetudine del governo Prodi: la concertazione si fa a pranzo. Ieri intorno alla tavola al terzo piano di Palazzo Chigi, dove c'è l'appartamento del presidente del Consiglio, si sono seduti, oltre al premier, il sottosegretario Enrico Letta, i ministri dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, dello Sviluppo Pierluigi Bersani, del Lavoro Cesare Damiano, i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, il presidente della Confindustria, Luca di Montezemolo e il direttore generale Maurizio Beretta. L'incontro era stato sollecitato dai leader sindacali, Guglielmo Epifani (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil), desiderosi di avviare, prima della pausa estiva, il percorso di concertazione, cioè di confronto col governo, che dovrà portare alla Finanziaria 2007. E sono stati accontentati: martedì partirà il tavolo sul Mezzogiorno, giovedì quello sui Trasporti. A settembre si aprirà anche la trattativa su pubblico impiego, sanità, pensioni, sviluppo, cuneo fiscale. Soddisfatti i segretari delle tre confederazioni, che già ieri hanno incassato l'ok di Prodi a un approccio morbido sulle pensioni. Davanti alla richiesta dei leader sindacali che, sull'età di pensionamento, va tenuta ferma la linea di incentivarne l'aumento volontario, il presidente del Consiglio ha infatti concordato: «Libertà, libertà». Parole che, per i sindacalisti, confermano quanto avevano già detto Padoa-Schioppa e Damiano nei giorni scorsi: l'aumento dell'età pensionabile sarà volontario e incentivato, più tardi si lascia il lavoro e più si prende. Spiega il ministro del Lavoro: «Non siamo entrati minimamente nel dettaglio, ma si potrebbe immaginare un menù a disposizione dei lavoratori, con un canale di uscita vincolato, ma più favorevole di quello previsto dalla riforma Maroni (60 anni d'età e 35 di contributi dal primo gennaio 2008, ndr ) e uno più libero, ferma restando un'età minima di equilibrio, ma accompagnato da incentivi e disincentivi». Epifani ha anche detto che la revisione dei parametri di calcolo delle pensioni proposta dalla commissione Brambilla al governo (porterebbe a un taglio in prospettiva del 6-8% degli assegni) non verrà accolta in maniera automatica. È nota la contrarietà dei sindacati. Molto soddisfatto Bonanni, che aveva insistito perché la «cabina di regia» della concertazione rimanesse a Palazzo Chigi: la presidenza del Consiglio interverrà tutte le volte che sarà necessario coordinare i tavoli. Angeletti ha insistito sulla necessità di irrobustire i salari. Montezemolo sul bisogno di «interventi coraggiosi per lo sviluppo e la competitività». Protestano Confcommercio e Confartigianato per non essere state invitate al pranzo di concertazione. Bonanni cerca di consolarle: «Ci hanno servito provinciali pennette al pesto e il solito pesce bollito». |