Data: 22/08/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Nuovi vertici per Arpa e Gtm. Prenderanno il posto di D'Alfonso e Chiavaroli, ma si annunciano già i ricorsi

A settembre le nomine di Basilavecchia e Renzetti. E sulla filovia spunta un "giallo"

PESCARA. Una rivoluzione nel segno dello spoil system che si consumerà tra il 5 e il 15 settembre: prima il cambio al vertice all'Arpa, poi alla Gtm. Le due aziende di trasporto pubblico urbano ed extraurbano, controllate dalla Regione, si apprestano a rinnovare i rispettivi consigli di amministrazione con un uno-due ravvicinato.
Il presidente dell'Arpa, Alfonso D'Alfonso (ex Udc approdato all'Udeur) dovrebbe lasciare il posto entro il 5 settembre a Nicola Basilavecchia, direttore regionale delle Poste di area Ds. A metà settembre toccherà al presidente della Gtm, Ricardo Chiavaroli, ex segretario provinciale di Forza Italia, cedere il posto all'attuale sindaco di Spoltore Donato Renzetti (Ds), anche se i giochi nel centrosinistra non sembrano completamente chiusi. Oltre a Chiavaroli, dovranno lasciare il loro posto al vertice della Gestione trasporti metropolitani anche gli altri sei componenti del cda di nomina del centrodestra. La vice presidenza dovrebbe andare alla Margherita, ma la discussione sul nome è ancora tutta aperta.
La lista Teodoro rivendica la poltrona per il medico di base Sandro Damiani, ex consigliere comunale che fu costretto a lasciare lo scranno a Tonino Grosso (Nuova Dc) dopo il ricorso vinto al Tar dal papà del campione del mondo Fabio Grosso. Ma sembra che sulla strada di Damiani si sia frapposto l'ostacolo Giorgio D'Ambrosio, il sindaco di Pianella che ha ancora un conto aperto con la Margherita dopo la mancata candidatura alle politiche del 2006. La stessa nomina di Donato Renzetti alla presidenza della Gtm non è vista benissimo in ambienti del partito di D'Alfonso (vedi il presidente del consiglio regionale Marino Roselli). Insomma, i giochi non sarebbero del tutto chiusi anche se i nomi che circolano sono questi. Il giro di valzer ai vertici delle due aziende di trasporto non sarà comunque indolore per il centrosinistra. Alla Gtm, dove il mandato di Chiavaroli e del resto del cda scadrebbe nel maggio del 2007, si annunciano resistenze al «licenziamento» in tronco. Da quel che si è appreso l'attuale presidente, al quale la Regione garantirebbe comunque l'indennità mensile fino alla scadenza naturale del mandato, è pronto a ricorrere al tribunale civile per «il danno d'immagine» subìto. L'azionista di riferimento (la Regione appunto) è infatti libera di rescindere il contratto con i vertici aziendali in qualsiasi momento, ma solo per «giusta causa» fanno osservare alla Gtm, che in questo caso non trapelerebbe dagli atti. Di mezzo, e non è un dettaglio, c'è anche l'appalto della metropolitana leggera di superficie vinto dalla Balfour Beatty su gara (31 milioni di euro) espletata proprio dalla Gtm. Gli atti sono già stati trasmessi al ministero dei Trasporti per le ultime formalità, dopodiché si passerà alla fase del cantiere che dovrebbe partire in autunno. Il condizionale è d'obbligo perché i nuovi vertici della Gtm potrebbero trovarsi a gestire proprio la fase più delicata, quella degli eventuali ricorsi all'aggiudicazione della gara che porterà il filobus sulla strada parco. Ricorsi a dire il vero per ora solo annunciati (come quello del sindaco di Montesilvano Enzo Cantagallo) ma di cui non c'è ancora traccia.
Qualcosa, però, sembra muoversi sotto traccia. Anzi, sopra. Nei prossimi giorni è infatti atteso in città l'arrivo dell'amministratore delegato di una nota società del nord esperta nella progettazione e produzione di monorotaie sopraelevate. Una alternativa alla tradizionale filovia che fu anche oggetto del referendum proposto un paio di anni fa dal Centro. Resta da chiedersi chi ha invitato in città i responsabili di questa ditta quando i giochi sembravano ormai fatti.

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