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PESCARA. Rischia di costare carissimo il servizio di trasporto pubblico in Abruzzo. E qui non si parla della tariffa sulla corsa Pescara-L'Aquila, ma di richieste di indennizzo milionarie, ricorsi alla Corte dei conti e stipendi pagati due volte per soddisfare il giro di valzer delle poltrone all'Arpa e alla Gtm. Insomma, i costi della politica. Il mandato dei rispettivi consigli di amministrazione delle due aziende di trasporto controllate dalla Regione scadrà tra il maggio e il giugno del 2007. Ma gli attuali presidenti, i componenti del cda e i due direttori generali hanno già fatto le valige. Entro metà settembre saranno rimpiazzati dai nomi nuovi indicati dal centrosinistra e la delibera di "sfratto" della giunta regionale è già partita da un pezzo. Con un passaggio singolare: i vecchi inquilini che hanno occupato fino ad oggi le stanze dei bottoni all'Arpa e alla Gtm continueranno a percepire le indennità di carica fino alla scadenza del mandato. E questo vuol dire che per circa nove mesi la Regione pagherà lo stipendio due volte: ai vecchi e ai nuovi amministratori. Ma non si tratta soltanto di questo. I quattro componenti dell'attuale consiglio di amministrazione dell'Arpa nominati dal centrodestra: Emilia Saugo (Fi), Nicola Soria (Udc), Maurizio Suaria (An) e Silvio Paolucci (Socialista) annunciano una richiesta di risarcimento danni alla Regione che supererebbe i 450.000 euro (a testa). Diversa la posizione del presidente uscente, Alfonso D'Alfonso, approdato in corso d'opera dall'Udc all'Udeur e dunque ormai organico al centrosinistra, che non annuncia alcuna richiesta di indennizzo ma sarebbe pronto a passare ad altro incarico visto che anche la sua poltrona è già stata assegnata al diessino Nicola Basilavecchia. Analoga richiesta di risarcimento alla Regione per il «danno d'immagine» è stata annunciata dal presidente della Gtm Ricardo Chiavaroli (Fi), anche lui «licenziato» prima della scadenza naturale del mandato per far posto all' attuale sindaco di Spoltore Donato Renzetti (Ds). Anche alla Gtm si annuncia il ricorso alla Corte dei conti per le doppie indennità che la Regione pagherà fino alla primavera del 2007. Intanto l'avvocato Giuseppina Di Risio, su mandato dei quattro componenti uscenti del cda dell'Arpa, ha presentato un atto di diffida alla giunta regionale chiedendo la «revoca» della delibera del 24 giugno 2006 con cui si convocava l'Assemblea ordinaria dell'Arpa spa, con all'ordine del giorno la «revoca degli amministratori in carica e la nomina di quelli nuovi». La tesi sostenuta dal legale è la «mancanza di giusta causa» del provvedimento, per cui «in carenza di obiettive ragioni di sfiducia, la revoca degli amministratori si porrebbe in sprezzante conflitto con i fondamentali precetti di razionalità e logica, causando sommo danno economico per la società e per il socio di prevalente partecipazione pubblica». |