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Rampa chiusa, il centrodestra chiede una verifica sull'inquinamento
PESCARA. Ora c'è anche chi invoca le centraline mobili dell'Arta su viale Marconi e strade limitrofe per capire che «aria» tira nelle zone della città sottoposte da meno di un mese alla sperimentazione del nuovo piano traffico varato dall'assessore Armando Mancini. Ieri l'argomento è tornato sul tavolo della politica su iniziativa del presidente della commissione consiliare lavori pubblici Michele Di Marco, piuttosto contrariato per l'assenza del comandante dei vigili Ernesto Grippo o di un suo vice. A proposito, il presidente del consiglio comunale Gianni Melilla taglia corto sulla vicenda dell'armamento della polizia municipale: «Il consiglio ha già espresso parere contrario il 27 aprile scorso, bocciando una mozione dell'Udeur». La seduta di ieri della commissione è finita con un inevitabile scontro tra maggioranza e opposizione, mentre Pescara Futura continua imperterrita la sua raccolta di firme (sarebbero già circa tremila) con il banchetto posto tra viale Marconi e via Vestea per chiedere la immediata revoca del provvedimento. I punti più critici, per gli oppositori, restano proprio viale Marconi, via Vespucci e l'uscita dell'Asse attrezzato che conduce in piazza della Marina. Ma, oltre alle code e agli intasamenti registrati soprattutto nelle ore di punta, c'è ora chi teme un aumento dell'inquinamento nella zona di Portanuova, anche se il professor Glauco Torlontano, dopo aver premesso che «i problemi del traffico si risolvono con interventi strutturali», ricordava che i dati più recenti sull'inquinamento in città dicono l'esatto contrario: «Il biossido d'azoto è in netto calo, anche se non abbiamo i dati sulle polveri». Anche Angelo Tenaglia (Ds) ha difeso il piano voluto dal compagno di partito Armando Mancini: «Concludiamo la sperimentazione e poi ne parliamo». Ma c'è chi teme che fra venti giorni, con la riapertura delle scuole e la ripresa a pieno ritmo delle attività lavorative, gli effetti della sperimentazione possano diventare incontrollabili. Tra questi c'è il consigliere di Pescara Futura Berardino Fiorilli: «Le perplessità su questo piano sono già state avanzate da migliaia di cittadini che incontriamo ogni giorno ai nostri banchetti. L'amministrazione e i tecnici prendano atto che questa sperimentazione sta causando un vero disastro a Portanuova». Da Fiorilli è venuta quindi la richiesta di una verifica sull'inquinamento da affidare alle centraline mobili dell'Arta. Luigi Albore Mascia (An) ha parlato di «atteggiamento costruttivo» da parte dell'opposizione, che non sarebbe stato però apprezzato dalla maggioranza: «Vi stiamo invitando a rivedere il piano traffico dopo che è stato bypassato anche il consiglio comunale. Fra venti giorni» ha proseguito l'esponente di An «le scelte sciagurate dell'assessore Mancini porteranno la città al collasso e noi potremmo starcene buoni ad aspettare la paralisi del traffico e magari presentarci in consiglio con i palloncini come fa Acerbo». Altra critica ha rigurdato l'assenza di un rappresentante del sindaco, dei vigili e dei tecni comunali alla riunione di ieri. «Se non ci sono parcheggi di scambio», ha replicato Torlontano, «servizi di trasporto rapido che qualcuno sta ostacolando, e sapete a cosa mi riferisco (il progetto della filovia ndr), o rinunciamo a fare entrare le auto in città oppure è inutile lamentarsi». Per l'ematologo e consigliere comunale Ds, «non è comunque vero che le cose sono peggiorate in relazione all'inquinamento dopo l'avvio della sperimentazione». Guerino Testa (Fi) contesta la tesi del professore, mandando su tutte le furie Torlontano che lascia in anticipo la seduta della commissione nonostante l'invito del presidente a «soprassedere». Lo stesso Di Marco invita subito dopo a tenere bassi i toni: «Calma, è solo una sperimentazione, se le cose vanno male si cambia». Anche se poi ammette di aver notato anche lui che non tutto funziona alla meraviglia: «In via Vespucci qualcosa è da rivedere». Tenaglia insiste: «E' prematura adesso ogni considerazione, dobbiamo aspettare l'esito dello studio, l'analisi critica fatta dai nostri tecnici. La risposta devono darla loro». Guerino Testa ribatte: «C'è un riscontro oggettivo sul fallimento di questo piano che viene dai consiglieri che ogni giorno stanno lì, nei banchetti di Portanuova, a parlare con i cittadini. Qui non è il problema della signora che non riesce a rientrare a casa, stiamo parlando delle file interminabili che si creano ogni giorno dallo stadio a ponte Risorgimento». La polemica resta aperta e la commissione annuncia un sopralluogo a fine mese sulla «zona del delitto». |