Data: 24/08/2006
Testata giornalistica: Ansa
Alitalia. Cgil, prima progetto industriale e poi alleanza. Balotta (Fit Cisl), Air-France unica vera strada

(ANSA) - ROMA - ''Prima un progetto industriale condiviso e poi la scelta di un alleato forte''. Sono queste le tappe che l'Alitalia deve seguire secondo il responsabile del trasporto aereo della Filt Cgil, Mauro Rossi, il quale rileva che scegliere ora un partner significa ''svendere la compagnia''. Quindi, sottolinea il sindacalista, ''e' necessario un intervento immediato per dare all'Alitalia un progetto industriale, condiviso con i sindacati, per farla ripartire e ridarle il valore le compete'' perche' la compagnia ''non deve rischiare di diventare un'ancella da feederaggio di un vettore piu' forte''. Una volta acquisita ''pari dignita''' con altre compagnie importanti, si puo' scegliere ''un alleato forte. Dire si' oggi ad Air France - conclude Rossi - significherebbe regalare il marchio e avere solo un ruolo di feederaggio''.
''La politica deve cedere la sua sovranita' su Alitalia e cederla al mercato''. Lo ha detto il segretario generale della Fit Cisl Lombardia Dario Balotta rispondendo alla proposta del senatore Paolo Brutti, segretario della commisione trasporti di Palazzo Madama, di lasciare il partner francese per tentare un'alleanza strategica con Lufthansa. ''Se il governo - spiega Balotta - vuole davvero fare uscire la compagnia di bandiera dalla nuova crisi che sta attraversando e chiudere definitivamente i rubinetti delle ricapitalizzazioni pubbliche, ha una sola strada credibile, quella di uno scambio azionario consistente con Air France-Klm''. L'ipotesi Lufthansa, del resto, secondo Balotta non e' nuova e risale ''al ministro dei trasporti Pietro Lunardi, mentre l'ex presidente di Alitalia Giuseppe Bonomi si illudeva di bloccare l'invasione delle compagnie low-cost (25% del mercato continentale) con azioni legali''. Per Balotta, ''Alitalia e' ancora ai margini di una alleanza (Sky Team), ancora priva di prospettive e di efficienza operativa e sottoposta ad un clientelare controllo pubblico che le impedisce di decollare per effetto di una privatizzazione fasulla''. Il punto e' che ''ad Alitalia non servono rialzi speculativi in Borsa, che durano lo spazio di un pomeriggio''. Al contrario, per salvare la compagnia di bandiera ''serve un progetto industriale condiviso dal sindacato, che superi il dannoso dualismo Malpensa-Fiumicino con un presidio forte e duraturo di aerei ed equipaggi sul ricco mercato lombardo''. Balotta conclude spiegando che ''dopo 10 anni di una peraltro minima collaborazione con Air France, che ha permesso al vettore di bandiera di mantenere un respiro internazionale sarebbe improvvido lasciare questa gia' collaudata alleanza per rimettersi in gioco con nuovi partner''

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it