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MONTESILVANO - È una sorta di battaglia di civiltà quella ingaggiata dall'urbanista Giuseppe Di Giampietro (docente del Politecnico di Milano) per segnalare le gravi anomalie contenute nel Piano regolatore generale. Una battaglia per evitare che la città, dopo aver assistito in questi anni a una cementificazione massiccia, si ritrovi con un eco-mostro come la torre sul curvone dei grandi alberghi. «La norma truffa contenuta nel Prg - dice senza mezzi termini l'architetto - è l'articolo 26 che prevede per i comparti con superficie superiore ai 10mila metri quadrati una volumetria residenziale aggiuntiva del 20 per cento, qualora i proprietari si impegnino a destinare la quota in più all'edilizia per categorie particolari». Carte alla mano, Di Giampietro ha contribuito a sventare il rischio di una torre di 22 piani e 65 metri proprio di fronte ai grandi alberghi, ma sul campo rimane il famigerato articolo 26: «Si tratta di una norma immotivata, in quanto manca lo scopo. Basta controllare sui cartelli delle ditte per vedere che non c'è alcuna indicazione di abitazioni riservate a determinate categorie (anziani, portatori di handicap, giovani coppie) per capire che il premio di cubatura è iniquo. Infatti, applicando l'indice di 0,20 metri cubi per metro quadro, basta un lotto di 1500 metri quadri per avere un premio di cubatura di 300 metri cubi corrispondente a un'abitazione di 100 metri quadri». Di Giampietro focalizza l'attenzione sul Pp1, il Piano particolareggiato, che riguarda appunto la zona dei grandi alberghi: «Un nuovo quartiere - spiega ancora - dove si costruisce senza prevedere alcuna pista ciclabile. E si continua a cementificare senza avere uno straccio d'idea su cosa sia la città sostenibile. Prendiamo il progetto di allungare il corso, ossia via Roma, bypassando la stazione per creare un tutt'uno con via Strasburgo: che facciamo, spostiamo la ferrovia? Per non parlare della metropolitana di superficie: dove passerà il filobus se la strada-parco termina con un muraglione?». Ma le denunce dell'urbanista non finiscono qui: «Questo Comune - afferma Di Giampietro - nel corso degli ultimi anni ha dimenticato di dare qualsiasi indicazione per il tragitto della linea di trasporto pubblico, non ha avuto esitazioni a costruire tutti i lotti a ridosso dell'ex tracciato ferroviario e nell'occludere il passaggio al filobus, come nel caso dell'ex Liquigas in viale Europa». Finito qui? No, perché a Montesilvano c'è da spostare una scuola: «Proprio così, - denuncia Giuseppe Di Giampietro - il sindaco ha in cantiere il progetto di spostare la scuola "Delfico" (medie ed elementari) da via San Francesco nell'area dell'ex fornace di via Verrotti all'incrocio con via Chiarini, in una zona periferica». |