Data: 29/08/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Ticket e isole pedonali contro le auto. Le strategie delle città abruzzesi A Pescara le misure più avanzate

PESCARA. La formula del ticket d'ingresso, la misura estrema nella lotta al traffico cittadino, non è ancora sbarcata in Abruzzo. Ma nei quattro capoluoghi di provincia la battaglia contro l'intasamento dei mezzi privati e l'inquinamento generato dall'eccessivo ricorso alle autovetture sta diventando un chiodo fisso dei sindaci. Così dopo anni di freddezza nei confronti di zone a traffico limitato, parcheggi a pagamento e piste ciclabili, ora anche nelle città abruzzesi si stanno mettendo a punto piani all'avanguardia per liberare dal traffico cittadino ampie zone da dedicare al passeggio pedonale.
Tutte le città possono ormai contare su isole per pedoni e parcheggi a pagamento, deterrenti all'uso dei mezzi privati. Ora si tratta di vedere però in che misura le amministrazioni comunali sono disposte ad estendere i provvedimenti in modo da respingere l'assalto delle quattro ruote. Il quotidiano economico Il Sole 24 Ore ha interrogato le amministrazioni municipali per verificarne i programmi. L'esperimento più avanzato in Abruzzo, rileva l'indagine, è quello di Pescara, dove l'estensione dei parcheggi a pagamento e delle zone a traffico limitato non solo è stata già attuata, ma è anche oggetto di ulteriore studio da parte dei tecnici dell'amministrazione. Nel capoluogo adriatico, dove ogni giorno entrano oltre 114 mila autovetture che per il 70 per cento trasportano un solo passeggero, la sperimentazione ha toccato anche l'Asse attrezzato, la strada veloce di collegamento che unisce il capoluogo all'entroterra, scatenando proteste ma incassando anche i primi, positivi risultati che attestano un aumento della velocità media di percorrenza sulle strade interessate dalla sperimentazione. Dall'indagine del Sole emerge che anche Teramo si sta muovendo verso una riduzione del volume di traffico. L'eccellenza in questa città si raggiunge sul fronte dell'estensione dei parcheggi a pagamento, attuata in parte e in fase di studio per altre zone della città. Diversa invece la posizione degli altri due capoluoghi di provincia abruzzesi.
All'Aquila, rileva il quotidiano economico, non è in corso alcuno studio per estendere i parcheggi a pagamento mentre gli esperti incaricati dal Comune stanno valutando come e quanto ampliare l'isola pedonale. Ma nel capoluogo di regione gli argomenti che dividono continuano ad essere quelli di sempre: la metropolitana di superficie che attraverserà il centro storico e i varchi elettronici dissuasivi, cilindri a scomparsa posti agli ingressi della città vecchia e di fronte ai quali le automobili devono fermarsi in attesa del disco verde. Quanto a Chieti il Sole 24 Ore rileva l'assenza di misure analoghe a quelle messe in cantiere dalle altre amministrazioni. La città teatina sarebbe uno dei sei capoluoghi italiani a non aver previsto iniziative né studi per l'estensione delle zone a traffico limitato e dei parcheggi a pagamento, in compagnia di Taranto, Vibo Valentia, Cagliari, Livorno e Pistoia.

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