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PESCARA. «L'effetto Pescara non esiste. Il boom dei turisti in arrivo in Abruzzo, 23 per cento in più nel giro di un solo anno, non ha niente a che vedere con una singola città. E' il frutto di una politica di rilancio dell'aeroporto messa in atto dalla Regione». Parla l'assessore regionale al Turismo Enrico Paolini che ridimensiona il ruolo traino di Pescara e frena le ambizioni dell'assessore comunale Moreno Di Pietrantonio: «Pescara è la porta d'Abruzzo, sfrutta la sua posizione geografica e riceve l'incoming, gli stranieri in arrivo. Ma sostanzialmente è ancora una città di passaggio». Il vice presidente della Regione interpreta i primi dati diffusi dall'Aptr sulle presenze straniere negli alberghi (più 21%), mette in guardia il Comune da un'analisi semplicistica e troppo euforica con una metafora calcistica: «L'Abruzzo è una squadra e non si vince giocando solo con il campione Alex Del Piero ma con sconosciuti come Fabio Grosso. Il turismo non è un'opinione ma un'industria fatta di numeri». Quindi, Pescara non è la prima donna. E il numero due della Regione detta il futuro della città: «Puntare sulla movida, vera calamita di turisti nel week end». Il primo consiglio di Enrico Paolini è una movida card: «Una card per entrare e uscire dagli stabilimenti a prezzi scontati. Così è possibile consolidare il ruolo di Pescara capitale del divetimento in Abruzzo e aumentare il numero di frequentatori dei locali catturandoli da altri mercati. Ovviamente», precisa, «è necessario farlo con un sistema di regole certe e incrementando la sicurezza. Altra idea è una art card per i musei o una shop card perché anche lo shopping in centro produce ricchezza ma è necessaria una campagna di marketing mirata con depliant all'aeroporto e segnaletica bilingue. A Pescara», avverte, «serve un ulteriore salto di qualità. L'imperativo è costruire soluzioni per convincere il turista di passaggio a restare. Sicuramente, la Regione è pronta a sostenere Pescara». Ma con un punto fermo: «Basta ai finanziamenti a pioggia». Insomma, per la Regione, il Comune deve sfruttare le sue particolarità. Ma senza confondere gli arrivi dall'aeroporto e le partenze dal porto: «L'incoming degli stranieri porta ricchezza, l'outgoing, cioè la gente che va in Croazia a fare la vacanza, crea un movimento positivo che però non regala ricchezza all'Abruzzo. Comunque, il rilancio del porto a Pescara è un ottimo fattore di crescita». Per crescere sul piano turistico, l'assessore regionale, invita il Comune a istituire un tavolo con gli imprenditori, il vero motore del business: «La categoria degli imprenditori fa squadra con la Regione, ora il Comune deve sostenerla ma prima di tutto deve capire la sua vocazione». E all'assessore Moreno Di Pietrantonio che vuole un vertice dei Ds per parlare del nuovo ruolo traino di Pescara in Abruzzo cosa risponde? «Vuole convocare lo stato maggiore del partito? Se vuole farmi i complimenti, ben venga l'incontro, altrimenti non vedo il motivo. Comunque, io sono un ottimo ascoltatore e anche ottimo propositore». |