Data: 30/08/2006
Testata giornalistica: La Repubblica
Padoa-Schioppa ai sindacati "Patto sociale per crescere" Faccia a faccia del ministro dell'Economia con i leader di Cgil, Cisl e Uil

Telese Terme.- Dunque si scende a quota 30. Il ministro Tommaso Padoa-Schioppa conferma che la stima della entità della manovra finanziaria calerà da 35 a «circa 30 miliardi di euro». Lo fa a Telese, alla festa dell'Udeur. Le controparti, segnatamente i sindacati, incassano e rilanciano, chiedono in sostanza che poi la manovra non poggi soltanto su tagli, ma anche su politiche di rilancio della crescita. C'è anche l'altro ministro, Pierluigi Bersani, a confermare che il governo sta pensando anche a una manovra di innalzamento dell'età pensionabile. «Ma sarà solo su base volontaria», specifica Bersani. E' esattamente quanto poco prima gli ha chiesto dal palco il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. Padoa-Schioppa può così chiudere il dibattito alla fine dicendosi fiducioso che a settembre possa avvenire qualcosa di simile ai patti sociali già vissuti negli anni '90. «Serve un patto sociale orientato alla crescita», dice e aggiunge: «Le ragioni per essere fiducioso ci sono, anche perchè qui sono rimasto colpito dalla posizione dei sindacati, non in termini di richieste, ma per quello che offrono».
Un confronto franco, non privo di qualche asprezza. Come quando Guglielmo Efipani, leader della Cgil chiede: «Vogliamo una versione sola dal governo, sulla entità e sulla composizione della manovra, non che uno dica una cosa e uno l'altra. Sembrano echeggiare qui le suggestioni di quanti, compreso l'ospite Clemente Mastella, invocano ad esempio la cosiddetta spalmatura su due Finanziarie dei provvedimenti da prendere. Padoa-Schioppa e chiarissimo nel chiudere su questo punto. Prima spiega il perchè della discesa a 30 miliardi: «Il gettito delle imposte si è rivelato più forte di quanto stimato e questo ci fa prevedere entrate tributarie nel 2007 maggiori». Da qui la riduzione. Poi però ricorda anche che «la data entro cui raggiungere l'obiettivo del 3% del disavanzo pubblico resta immutata, ovvero la fine del 2007». Da qui dunque non si passa.«E'una regola comunitaria, ma anche di corretta gestione delle risorse», aggiunge Padoa-Schioppa. Gli fa eco Bersani: «Non è un problema della Ue, siamo noi che dobbiamo mettere i conti a posto». E Padoa-Schioppa chiude il ragionamento: «E' vero che la crescita migliora i conti, ma è vero anche che il riequilibrio dei conti libera forze per la crescita».
D'altro canto Bersani e lì a dire che «le misure strutturali poi produrranno benefici per gli anni a venire». E lo stesso Padoa-Schioppa mette in agenda tre punti: efficienza e risanamento, equità, istanze sociali. «Solo seguendo queste tre corsie insieme- dice il responsabile del dicastero dell'Economia-si va verso la crescita e il benessere. C'è poi anche Diego Della Valle a dire che, le imprese che non hanno mai chiesto nulla sono 11, ancora sul mercato», e a magnificare la recente fusione Intesa-SanPaolo Imi.
Restano le puntualizzazioni dei tre sindacalisti. Bonanni ancora non si spiega "perchè questo accanimento su un anno solo». Luigi Angeletti della Uil invoca la crescita per avere «più torta da redistribuire. Epifani chiede: «Risanamento, equità e sviluppo vanno tenuti insieme. Non perdiamoci per strada la ripresina, per quanto piccola sia dobbiamo allargarla, non spegnerla».

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