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(ANSA) - ROMA - L'Ue chiede chiarimenti sullo stop del governo italiano alla fusione tra Autostrade ed il gruppo spagnolo Abertis. ''Non mi piace affatto cio' che sta succedendo in Europa in questi giorni'', commenta il ministro delle infrastrutture, Antonio Di Pietro: ''Invito tutte le parti ad evitare ingerenze''. Torna caldo il dossier Autostrade, come era prevedibile, dopo una breve pausa a meta' agosto. L'attesa e' per le mosse che la societa' decidera' di fare, tra la possibile riapertura di un dialogo con il governo, o la strada dello scontro diretto con ricorsi al Tar e a Bruxelles, dopo il no all'operazione deciso dai ministri Di Pietro e Padoa-Schioppa il 4 agosto. Intanto e' la Commissione Europea a riaprire un dibattito mai spento, con una formale richiesta di chiarimenti inviata al ministro delle Infrastrutture, segno che Bruxelles segue il caso con attenzione e potrebbe assumere un ruolo di arbitro. Tornano anche i rumors su una possibile cordata di investitori italiani interessata al controllo di Autostrade, rilevando la quota di Schemaventotto dalla famiglia Benetton: l'agenzia spagnola Efe scrive che Banca Intesa avrebbe presentato un progetto al governo italiano, coinvolgendo altre banche ed altri potenziali soci in una cordata controllata da soci bancari e finanziari, ma anche con soci industriali di minoranza, come i gruppi Caltagirone e Gavio. Immediata la smentita di Banca Intesa. La lettera inviata dalla Commissione Europea e' firmata direttore generale al mercato interno, Thierry Stoll, che lavora sotto la direzione politica del Commissario Charlie Mc Creevy. Non si tratta di un avvio di procedura contro l'Italia, ma della richiesta di informazioni per ''stabilire - spiega il portavoce di Mc Creevy, Oliver Drewes - se c'e' una violazione del principio del movimento di capitali''. Dura la reazione di Di Pietro. ''La lettera mi e' arrivata solo ieri, scadrebbe domani, non accetto ultimatum''. La Commissione Europea chiede una risposta entro dieci giorni, ma e' arrivata nelle mani del ministro a tempo praticamente scaduto. Di Pietro parla di una richiesta sopra le righe: ''Daremo tutte le spiegazioni'', assicura, e ''chiederemo perche' questa richiesta e' partita in pieno agosto, quando si sa che gli uffici sono per la maggior parte chiusi. Ed il motivo di tanta fretta per la risposta''. Di Pietro si chiede perche' Bruxelles ''sta portando avanti queste pressioni con tanta sollecitudine e solerzia''. Per il ministro, inoltre, ''la lettera contiene delle imprecisioni'', una ''ricostruzione impropria dei fatti'', una ''critica del tutto infondata''. E questo perche' il no del governo all'integrazione tra Autostrade ed il gruppo spagnolo, ribadisce il ministro, formalmente non impedisce la fusione, ma solo il trasferimento delle concessioni autostradali al nuovo gruppo italo-spagnolo che nascerebbe dalla fusione. Di fatto, spogliare Autostrade delle concessioni trasformerebbe la societa' in una scatola vuota, facendo cosi' fallire il progetto di integrazione tra i due gruppi. |