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(ANSA) - PALERMO - Otto tecnici sono stati iscritti nel registro degli indagati per attentato alla sicurezza stradale e falso in atto pubblico dalla Procura di Mistretta come emerge dall'avviso di conclusione dell'inchiesta sull'autostrada A20 Palermo-Messina, inaugurata dopo 35 anni di lavori, che le costarono l'appellativo di 'eterna incompiuta', nel dicembre del 2004 con una cerimonia alla quale partecipo' anche l'allora premier Silvio Berlusconi, cui tocco' il tradizionale taglio del nastro. L'autostrada, secondo gli inquirenti, fu inaugurata e aperta al traffico ma ''non sussistevano i requisiti minimi di garanzia della sicurezza della circolazione''. ''Durante le indagini - spiega il procuratore capo Ettore Costanzo - ho avvisato l'autorita' di vigilanza sulle opere pubbliche e sono stati compiuti una serie di atti e accertamenti. Oggi la situazione dell'autostrada e' diversa da quella accertata, non so se in meglio o in peggio, e ora spetta alle autorita' competenti verificare se sussistono le condizioni di sicurezza''. Come riporta ''la Repubblica'', nella relazione consegnata al procuratore i periti sostengono che nel tratto autostradale inaugurato c'erano ''situazioni distribuite e concentrate di pericolo grave''. Per gli inquirenti l'apertura al traffico sarebbe avvenuta malgrado il pericolo di ''incidenti di vaste proporzioni'' nelle gallerie, lungo l'asse autostradale, prive di areatori, con vie di fuga ostruite, colonnine per l'sos fuori uso, illuminazione non funzionante, semafori e telecontrollo inattivi. Tra gli indagati ci sono tecnici e rappresentanti dell'Anas, del Consorzio autostrade siciliane e della Technital, la societa' che si occupo' della progettazione. |