Data: 01/09/2006
Testata giornalistica: La Repubblica
Pensioni, sindacati sul piede di guerra. Levata di scudi contro le ipotesi di riforma del ministro Damiano che lavora sulla modifica dello "scalone" Critiche anche da Rifondazione

Roma. - Se il governo vuole davvero scrivere l'ultimo capitolo della riforma delle pensioni», deve prepararsi ad affronta-e anche l'eventuale appendice. Perchè le prime indiscrezioni sul pacchetto di interventi ha già messo in allarme i sindacati e l'ala più a sinistra del governo. Alle prime anticipazioni si è aggiunta un'ulteriore ipotesi che prevede di rendere flessibile lo "scalone" (lo spostamento della soglia minima dai 57 ai 60 anni dal 2008, previsto dalla riforma Maroni): soglia minima a 60 anni, ma con un sistema di disincentivi per chi vuole lasciare il lavoro e di incentivi per chi accetta di proseguire.- E' ancora solo un piano di lavoro, ma i sindacati sono pronti alla battaglia.
Ieri di pensioni si è discusso nel Consiglio dei ministri sulla Finanziaria. «Si punta su scelta e volontarietà», ha detto il presidente Prodi. Il ministro del Tesoro, Padoa-Schioppa, al termine della riunione ha detto che il Governo ha l'occasione di scrivere l'ultimo capitolo del libro sulle riforme del sistema pensionistico». Le ipotesi sono queste: alzare la soglia minima da 57 a 58 anni dal prossimo anno, ma garantendo l'assegno pieno solo a chi ha già compiuto i 61 (o 62) anni. Ma si ragiona anche sull'innalzamento dell'età pensionabile delle donne a 62-63 anni, di nuove aliquote per gli atipici e di accelerare la previdenza complementare. Un'alternativa è quella di lasciare la soglia dei 60 anni, ma rendendola flessibile con incentivi e disincentivi. Sono interventi che consentirebbero di evitare lo "scalone" e di risparmiare dai tre ai cinque miliardi. Le ipotesi di innalzamento dell'età pensionabile hanno provocato una forte reazione del sindacato. La Cgil giudica «inaccettabili» innalzamento e disincentivi. Contraria anche la Uil, che chiede chiarimenti: «Siamo contrari - dice Domenico Proietti, segretario confederale - a un innalzamento indiscriminato dell'età pensionabile». La Uil ribadisce anche il no alla revisione dei coefficienti di trasformazione del 6-8% proposta dal Nucleo di valutazione della spesa. Maggiore disponibilità arriva dalla Cisl: «Siamo pronti a negoziare sull'innalzamento - dice Pier Paolo Baretta, segretario generale aggiunto-ma non si può chiedere di lavorare più a lungo e prendere meno». Bocciatura anche da Rifondazione: «Una manovra da 30 miliardi- spiega Russo Spena, senatore Prc - ci sembra incompatibile con le esigenze di giustizia sociale. E in ogni caso un intervento sulle pensioni è inaccettabile».

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