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TERAMO. L'idea di un'area metropolitana Teramo-Giulianova lanciata dal sindaco Gianni Chiodi trova il terreno spianato. Sia il presidente della Provincia - chiamato in causa dal sindaco che gli chiede di coordinare il processo - che il sindaco di Giulianova, l'altro principale centro che dovrebbe far parte dell'area metropolitana, non hanno nulla da obiettare. Ma qualche distinguo lo fanno. «E' senz'altro condivisibile», afferma il presidente Ernino D'Agostino, «l'intento di promuovere una programmazione d'area vasta per i centri della vallata del Tordino. Del resto l'attuale piano territoriale provinciale disegna già in maniera integrata le infrastrutture e le funzioni economiche ed urbanistiche della vallata e costituisce pertanto un prezioso punto di riferimento per la stessa redazione del piano strategico della città di Teramo». D'Agostino rimarca che sono stati fatti passi che agevolano la creazione dell'area metropolitana: «E' in tale ottica che la Provincia si è già resa protagonista delle scelte localizzative riguardanti il polo di Piano d'Accio (nuova sede universitaria e nuova sede dello Zooprofilattico), nonché di un disegno infrastrutturale molto preciso che, col completamento della Teramo-mare e la realizzazione della Pedemontana Abruzzo-Marche lungo l'asse nord-sud, punta a restituire centralità a Teramo capoluogo nel contesto dei grandi assi di comunicazione e a creare i presupposti per la piena valorizzazione del polo di Piano d'Accio. La Provincia sta già svolgendo e continuerà a farlo, in stretto rapporto con le comunità locali, il ruolo di coordinamento territoriale e di programmazione che costituisce una sua competenza primaria». Il riferimento a piano territoriale provinciale lo fa ovviamente anche Ruffini, che prima di essere sindaco a Giulianova è stato presidente della Provincia: «Non posso che condividere la proposta, ritengo vada portata avanti». Ruffini sottolinea che si deve creare una collaborazione con tutti i Comuni della zona, includendo anche Castellalto, Roseto, Notaresco. «E' un progetto ambizioso», osserva, «che deve trovare la collaborazione di tutti gli enti, ma anche di privati e forze economiche. Gli strumenti ci sono: la legislazione sull'aggregazione dei territori ha fatto molti passi avanti. Penso che la popolazione locale lo recepirebbe bene, c'è molta mobilità all'interno della provincia. Semmai l'ostacolo è rappresentato dalla politica, da forme corporative che si nasconondo dietro le idee retrò legate al municipalismo». Ruffini specifica però, che non è accettabile un discorso che vede «accentrare i servizi nel capoluogo: vanno diffusi sul territorio, con organizzazione flessibile e capillare. A quel punto si può immaginare un bell'ospedale, nuovo, al centro della vallata», osserva provocatoriamente. Per Ruffini l'area metropolitana può diventare «una sorta di Bologna del centro-sud. Se Bologna è crocevia della comunicazione del centro-nord e noi possiamo esserlo del centro-sud, contrariamente a quanto dice del Turco che vuol portare il crocevia a Ortona». |