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Due nuovi collegamenti marittimi, domani a Bar la presentazione del progetto L'assessore Ginoble «Basta con le battaglie di campanile. Gli scali regionali hanno proprie specificità» PESCARA. Progetto impensabile sino a qualche anno fa nei Balcani incendiati dalla guerra dell'odio, con il piccolo Montenegro conosciuto nel mondo più per i disperati del Kossovo che bussavano ai suoi confini che per la bellezza delle sue coste. Ora, grazie al successo della politica di pacificazione, riparte il dialogo con i paesi transfrontalieri che vede come nuovi protagonisti i porti abruzzesi. Domani e venerdì, nella cittadina di Bar del Montenegro, una delegazione di Pescara si incontrerà con le autorità e gli imprenditori croati e montenegrini per un laboratorio (workshop) in cui sarà illustrato il progetto Sea Bridge coordinato dall'Apla, l'Associazione porti e logistica dell'Abruzzo. LE NUOVE LINEE. Per i due porti gemelli di Ploce (Croazia) e Bar (Montenegro) sono stati progettati collegamenti passeggeri: Pescara-Bar e merci: Ortona-Ploce, con la reciproca accessibilità ai servizi localizzati nei due versanti adriatici. Prima dell'attivazione delle nuove linee, sarà tuttavia necessario migliorare e potenziare le attuali infrastrutture. Interventi specifici riguardano soprattutto l'ampliamento della Stazione marittima del porto di Pescara e la creazione di un centro di accoglienza in quello di Ortona. LA PROMOZIONE. Oltre all'adeguamento dei servizi e delle infrastrutture portuali, il progetto Sea Bridge si pone il problema della promozione dei territori delle due aree interessate, che ha già visto impegnate negli ultimi tre anni le Camere di commercio e la diplomazia politica, con ripetuti scambi di visite tra le due sponde. Un seminario transnazionale della durata di due giorni, sempre nell'ambito del Sea Bridge, si svolgerà in Abruzzo nel mese di dicembre per l'approfondimento dei temi riguardanti il trasporto intermodale e i Corridoi transeuropei, accompagnato da due workshop tecnici. I SOGGETTI COINVOLTI. Il laboratorio che si aprirà domani in Montenegro ha tra i suoi obiettivi quello di favorire le relazioni tra le Amministrazioni interessate (Regione, Comune, Capitaneria, Dogana e gli operatori portuali di Pescara e Bar. Ma anche di sviluppare adeguate sinergie tra gli operatori turistici e regionali delle due sponde. Pescara sarà rappresenta dall'assessore comunale ai Progetti europei, Massimo Luciani e dall'assessore al Turismo, Moreno Di Pietrantonio, che ieri hanno presentato alla stampa il workshop di Bar con al fianco una presenza non casuale, qualla di Tommaso Ginoble. L'assessore regionale ai trasporti si è presentato all'incontro con la stampa nella sala consiliare non solo per ricordare che la Regione Abruzzo è capofila del progetto Interreg. Ma, soprattutto, per lanciare un messaggio inequivocabile a chi continua a polemizzare, rispolverando il "campanile", per la ripartizione delle risorse destinate alla portualità regionale. GINOBLE: FARE SISTEMA. «Basta con le battaglie anacronistiche del passato. La Regione ha una attenzione particolare verso l'insieme dei porti e, se mi permettete, nessuno si deve sentire escluso». Ginoble replica così alle recenti polemiche, e chiarisce che ciascuna delle città portuali della regione ha una sua specificità e competenza: Giulianova per la pesca e il diporto, Pescara per il traffico passeggeri, Ortona e Vasto per le merci. I porti abruzzesi devono rappresentare sempre più la porta di Roma», ha aggiunto Ginoble, «se sfruttiamo queste opportunità avremo occasioni di sviluppo per tutta la Regione». La parola d'ordine, dunque, è «fare sistema, ognuno con le sue specificità». LE PROSPETTIVE. «Vogliamo essere una porta dell'Adriatico importante» ha aggiunto l'assessore comunale all'Europa, Massimo Luciani. «Le navi, gli armatori, non investono per chiamata, per "amicizia", ma solo se ci sono opportunità di traffici e di lavoro. Il Montenegro è stata un'area difficile dopo la guerra, sta riprendendo il suo protagonismo, la fase della pacificazione è ormai in fase avanzata e l'attuale gestione politica offre buone prospettive. Quello che si realizza il 7 e l'8 settembre è appunto questo». Luciani ha poi ricordato che «delegazioni montenegrine sono state già ricevute dalla Camera di commercio e accolte in città dagli amministratori locali. Dal 2007», ha aggiunto, «attraverso gli Interreg, si può ora lavorare insieme, accedere ai fondi europei. Avere studi già in fase avanzata, come questi, ci consente di essere pronti per questo appuntamento». L'assessore comunale al turismo, Di Pietrantonio, ha ricordato che «nel 2003 Bar ospitò la prima divisita di una delegazione di Pescara nell'ambito del progetto Sea Bridge, e il porto non c'era ancora. Oggi c'è, anche se va potenziato, e la città si trova di fronte ad una grande opportunità». Giuseppe Ranalli, presidente dell'Apla, si aggancia al concetto espresso da Ginoble: «Si cerca la migliore sinergia tra i porti di Ortona e di Pescara. Nel passato si ragionava ancora in termini di campanile, ma già nel 2003 fu presentata questa sinergia. Pescara e Ortona si divideranno le competenze». |