|
''Un giorno un signore mi ha chiesto un'autorizzazione a trasferire una concessione da un soggetto ad un altro. Noi gli abbiamo risposto che non e' possibile per ragioni di legittimita' e che a prescindere da quelli c'e' un mare di motivi di merito da affrontare''. Lo ha detto il ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro rispondendo ad una domanda sulla fusione tra Abertis e Autostrade per l'Italia, a margine dell'incontro tenuto oggi in Regione sulle priorita' infrastrutturali della Toscana. ''Una volta che su una domanda si risponde di no - ha proseguito Di Pietro - quella e' finita, viene archiviata e va agli atti. Se poi qualcuno fa un'altra domanda la metteremo in istruttoria nuovamente. Ma quella che ci e' stata fatta ha gia' avuto una risposta''. Di Pietro ha poi aggiunto una puntualizzazione sui chiarimenti richiesti da Bruxelles. ''Bruxelles - ha spiegato il ministro - e' informata male, da chi ha interesse a informarla male, il quale gli ha detto che noi siamo contrari alla fusione tra le due societa'. E ribadisco che due persone si possono sposare cosi' come si possono fondere due societa'. Il problema e' che non si possono portare in dote beni che non si hanno''. ''Lo Stato - ha aggiunto - prima di cedere la concessione da un privato all'altro deve sapere chi e' l'altro. Bruxelles potra' decidere, e io rispettero' tutte le decisioni, sulla fusione, su cui noi non siamo nemmeno intervenuti. Ma non possiamo permettere la cessione della concessione da un soggetto a un altro se prima non ne valutiamo i motivi di legittimita'. Ad oggi ci sono motivi di legittimita' che ce l'hanno impedito. Se dovessero essere superati, rispetteremo la decisione e entreremo nel merito e di problemi di merito per tutto il sistema delle concessioni ce ne sono davvero tanti'' |