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AVEZZANO. Il giudice di pace ordina al Comune la rimozione delle barrriere architettoniche disseminate al terminal dell'Arpa. La decisione arriva dopo la richiesta del sindacato Sfida (Sindacato famiglie italiane diversamente abili) che aveva invocato un provvedimento d'urgenza per tutelare i diritti dei portatori di handicap. I lavori riguardano l'allargamento dei marciapiedi, attualmente inaccessibili, a causa delle mega-pensiline installate qualche mese fa. C'è soddisfazione tra i numerosi iscritti allo Sfida. «Dopo tante proteste e fiumi di parole» sottolinea con un velo di orgoglio il segretario Stefano Di Giuseppe «siamo riusciti a dare una svolta a un problema davvero grave che attualmente costringe le persone diversamente abili a rinunciare al diritto di usufruire del servizio di trasporto pubblico». All'udienza con il giudice di pace, Giordano, oltre ai rappresentanti del sindacato, difesi dall'avvocato Antonello Tarquini, c'era anche il dirigente dei lavori pubblici del Comune, Francesco Di Stefano che si è impegnato a iniziare i lavori per lo smantellamento delle barrriere architettoniche entro la fine di settembre. Per allargare i marciapiedi, in alcuni casi ostruiti dall'installazione delle mega-pensiline, il Comune ha stanziato 500mila euro. Non solo. Per consentire a tutti i cittadini, anche i non vedenti, di potersi spostare agevolmente nel terminal dell'Arpa e usufruire dei pullman, il giudice ha stabilito che dovrà essere realizzato un tracciato speciale con pavimentazione adeguata e segnaletica acustica. Per l'11 settembre è stato inoltre fissato un altro incontro tra sindacato, Comune e giudice di pace. In quella occasione l'amministrazione dovrà presentare il piano dei lavori che prevede, oltre alla modifica dei marciapiedi e al percorso per non vedenti, anche la realizzazione di scivoli e la rimozione delle vecchie e pericolanti pensiline. «Insomma» prosegue Di Giuseppe «il terminal di piazzale Kennedy, così com'è, invece di agevolare e incentivare l'utilizzo del trasporto pubblico tra i cittadini rappresenta una struttura fuorilegge costellata di pericoli». A sostenerlo sono anche la Filt-Cgil, la Uil e l Ugl che avevano chiesto al Comune, ma senza ottenere alcuna risposta, la rimozione delle mega-pensiline definite come: «mostruosità di ferro che offendono l'ambiente, e assolutamente inutili perché non riparano nè dalla pioggia nè dal sole i pendolari, ma pericolose per chi è diversamente abile». Sfida e l'associazione Help handicap non hanno voluto arrendersi. Carta e penna alla mano hanno raccontato le difficoltà quotidiane che i diversamene abili devono affrontare per muoversi al terminal e chiesto la rimozione degli ostacoli». Il giudice gli ha dato ragione. |