Data: 08/09/2006
Testata giornalistica: Prima da Noi
Sangritana. E' arrivato l'aiutante del presidente Loredana Di Lorenzo

LANCIANO. Affiancherà il presidente Di Lorenzo. E' Piero Carducci, manager di 47 anni dell'Aquila. Nome noto che ha vinto il concorso indetto al quale hanno partecipato 30 persone. La scelta di un "aiutante" era stata fortemente contestato nei giorni scorsi.
Intanto è scoppiata la bagarre politica ed il centrodestra non ci sta. L'associazione Frentania provincia parla di "scambio di favori". L'interessato intanto minaccia querele. Mistero su un faldone della Finanza.

Trenta candidati per un unico posto, quello di assistente per il presidente della Sangritana, Loredana di Lorenzo (responsabile regionale Margherita).
L'azienda aveva istituito un bando di concorso per scegliere il candidato migliore, la persona più qualificata, il tecnico che affiancasse Di Lorenzo almeno per i prossimi venti mesi.
Alla fine, tra una trentina di aspiranti assistenti l'ha spuntata Piero Carducci, 47 anni, economista dell'Aquila, ex docente alla scuola per manager Ress Romoli.
Il curriculum pieno di esperienze importanti lo ha certamente aiutato ad essere il prescelto. La società, infatti, fin dalle prime ore, si era detta alla ricerca di una persona di indubbie capacità che lavorasse per il bene della regione.
Carducci è stato direttore di Abruzzo Lavoro nell'era Pace e presidente del "Movimento per L'Aquila".
Ma anche direttore dell'agenzia di sviluppo Sapori Lucani della Provincia di Potenza e direttore della collana di management del ministero dell'interno.
Con la sua nomina (valida per 10 mesi, rinnovabili per altri dieci mesi) il manager avrà diritto ad uno stipendio mensile lordo di 5 mila euro e un rimborso spese fino a un massimo di 2.500 euro al mese.

FRENTANIA PROVINCIA: «UNO SCAMBIO DI FAVORI A NOSTRE SPESE»

Denuncia dell'associazione culturale Frentania Provincia: «quando Carducci era direttore di Abruzzo Lavoro molteplici gli incarichi conferiti alla Di Lorenzo per una retribuzione piuttosto cospicua di parcelle professionali». Solo coincidenze, si domanda il presidente Valente?
«Nessuna sorpresa», dichiara Pino Valente, presidente dell'Associazione Culturale Frentania Provincia «per l'incarico conferito a Piero Carducci»
Valente dichiara che sapeva già da diversi giorni il nome del prescelto «sulla base di precise indiscrezioni che parlavano di rapporti precedenti intercorsi tra la Di Lorenzo e il Carducci».
«Infatti», si spiega, «quando Carducci era direttore di Abruzzo Lavoro (ente strumentale della Regione) furono molteplici gli incarichi conferiti alla Di Lorenzo per una retribuzione piuttosto cospicua di parcelle professionali. Un vero e proprio scambio di "cortesie" professionali pagate lautamente da noi cittadini», sottolinea indignato Valente. «Un'ulteriore vergogna che si aggiunge alla vergogna dell'incarico conferito alla Di Lorenzo quale Presidente della Sangritana».
«Questa scelta», sottolinea ancora Valente», «appare compiuta già prima della pubblicazione del bando stesso e potrebbe essere interpretato come un atto di riconoscenza verso chi l'aveva prescelta ripetutamente per lo svolgimento delle proprie attività professionali».
Qualcuno potrà chiamarle coincidenze, ma per Valente sono «troppo numerose e tutte documentate per essere casuali».
L'Associazione Culturale Frentania Provincia, che chiede espressamente le dimissioni del cda della Sangritana, rimarca anche «l'ipocrisia del centro-sinistra regionale che predica la riduzione dei costi della politica ed invece pratica lo sperpero del denaro pubblico con incarichi conferiti a persone senza specifiche professionalità e con un aumento delle poltrone per sistemare tutti gli accoliti».

L'ATTACCO DI AMICONE DI IERI

Anche i consiglieri dell'Udc hanno puntato il dito contro la nomina del nuovo collaboratore del presidente Di Lorenzo.
«Quella del dottor Carducci è una consulenza non di setttore», aveva detto ieri il consigliere Mario Amicono ed ex assessore regionale ai trasporti. «Carducci era il direttore di Abruzzo Lavoro, si occupava di tutt'altro».
E Amicone ha anche ricordato come il manager «fu contestato dall'ex Giunta di centrodestra, che lo aveva nominato direttore di Abruzzo Lavoro, per aver conferito proprio a Di Lorenzo un incarico per una ricognizione sugli immobili alla quale si sono aggiunti il progetto, la fornitura materiali e l'esecuzione dei lavori».

LA RISPOSTA DI CARDUCCI

«Credevo che l'imbarbarimento della politica avesse trovato il fondo nella nostra regione», ha commentato il manager rispondendo alle dichiarazioni di ieri di Amicone. «Quello che ha detto il consigliere ha dimostrato che è sempre possibile sorprendersi. Non amo la politica fatta nelle aule giudiziarie ed avrei preferito un confronto pubblico, ma evidentemente Mario Amicone preferisce gli attacchi strumentali e personali ai ragionamenti sulle cose da fare per il bene comune degli abruzzesi tutti. Ritengo gravemente lesive della mia immagine di personaggio pubblico e della mia dignità personale e professionale le fantasiose affermazioni dello stesso Amicone. Sicuramente si è espresso male, e mi attendo una immediata e sostanziale rettifica delle sue affermazioni sulla mia persona. In assenza, procederò a produrre querela»

«CARTE E DOSSIER CHE FANNO TREMARE»

Piero Carducci è intervenuto poi direttamente a PrimaDaNoi.it per spiegare cosa sta accadendo in queste ore (vedi anche commenti a questo articolo).
«Osservo negli attacchi alla mia persona un accanimento forte ed apparentemente ingiustificato. Attacchi che provengono tutti da parte di ben individuati settori politici della Provincia di Chieti. C'è molto nervosismo, nel "sistema di potere" della Sangritana», sostiene il manager, «creato con metodi spicci e procedure disinvolte dalle vecchie gestioni. In effetti, man mano che leggo le carte attinenti la passata gestione, emergono fatti inquietanti sia aziendalmente che sotto il profilo della responsabilità, tutti da approfondire. Tra l'altro ho "trovato" in azienda», continua a raccontare Carducci, «un corposo dossier della Guardia di Finanza, estremamente istruttivo sul come andavano le cose; carte e dossier che daranno fastidio a quelli che ora reagiscono anche con l'ausilio di bravi prezzolati. Sappiano gli amici degli amici, ed i loro pari politici, che non sono persona soggetta ad intimidazioni e sensibile alle minacce, e che tutelerò con forza ed in ogni sede la mia dignità professionale e personale».


LOREDANA DI LORENZO: «SITUAZIONE MOLTO DELICATA»

Alla luce degli ultimi attacchi la presidente della Sangritana Loredana Di Lorenzo rompe ogni riserbo e ogni indugio per dire senza mezzi termini di aver trovato al momento del suo insediamento «una situazione con gravi irregolarità».
«Sono entrata in un'azienda dove tutto era concentrato nelle mani del presidente, vero e unico responsabile della Sangritana - sottolinea la Di Lorenzo - unico titolato a firmare l'aggiudicazione delle gare e degli appalti, nonché unico responsabile dei procedimenti relativi ad appalti milionari. Non esistono aggiornamenti per il mansionario dei dirigenti fermo agli anni Novanta, così come la pianta organica dell'azienda, che parla ancora di 220 dipendenti quando in realtà oggi ne sono più di 400. E questo senza che sia stata mai effettuata una verifica dei carichi di lavoro. Non esiste inoltre nessun nucleo di valutazione, né è stato mai adottato alcun serio controllo di gestione».
La presidente fino ad oggi aveva scelto di non alimentare contestazioni e polemiche, ma le ultime accuse sono davvero gravi e meritano una risposta esauriente e chiara. «Ho trovato - aggiunge il massimo dirigente della società di trasporto abruzzese - un verbale di ispezione della guardia di finanza da cui, da una prima lettura, emerge un quadro preoccupante che potrebbe pregiudicare anche alcuni progetti in atto. Carte e documenti parlano dunque di una situazione con anomalie ai limiti della legalità, una struttura assolutamente non organizzata secondo gli elementari criteri di una società pubblica. Alla luce di tutto questo mi chiedo e credo che la domanda sorga spontanea anche nei cittadini più distratti: dove stava l'attuale consigliere regionale Mario Amicone (che ricopriva l'incarico di assessore regionale ai trasporti durante la presidenza di Marino Ferretti), che oggi tanto si affanna a invocare giustizia e trasparenza, quando si operava in modo tutt'altro che trasparente?».

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