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Lanciano.- S'infiamma la polemica attorno alla Sangritana. La neo presidente, Loredana Di Lorenzo, replica con durezza alle accuse che le sono arrivate da esponenti del centro destra, in particolare dal consigliere regionale Mario Amicone che nel passato governo regionale era assessore ai trasporti e, quindi, si occupava anche della Sangritana. «Volevo - dice la Di Lorenzo - lavorare in silenzio con la convinzione, più volte espressa, che a parlare devono essere i fatti. Ma adesso sono costretta a rompere ogni riserbo. Sono entrata in un'azienda dove tutto era concentrato nelle mani del presidente, vero e unico responsabile della Sangritana, unico titolato a firmare l'aggiudicazione delle gare e degli appalti, nonchè unico responsabile dei procedimenti relativi ad appalti milionari. Non esistono aggiornamenti per il mansionario dei dirigenti fermo agli anni novanta, così come la pianta organica dell'azienda, che parla ancora di 220 dipendenti quando in realtà oggi ne sono più di 400. E questo senza che sia stata mai effettuata una verifica dei carichi di lavoro. Non esiste inoltre nessun nucleo di valutazione, nè è stato mai adottato alcun serio controllo di gestione». E aggiunge la presidente Di Lorenzo: «Ho trovato un verbale di ispezione della guardia di finanza da cui emerge un quadro preoccupante che potrebbe pregiudicare anche alcuni progetti in atto. Carte e documenti parlano dunque di una situazione con evidenti anomalie. Mi chiedo dove stava l'attuale consigliere Mario Amicone, allora assessore ai trasporti, che oggi tanto si affanna a invocare giustizia e trasparenza, quando si operava in modo tutt'altro che trasparente?». Intanto, il presidente di "Frentania Provincia", Pino Valente, interviene con un documento molto critico in merito alla nomina della figura dell'assistente del presidente. |