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I sindacati esprimono "preoccupazione" per i conti di Trenitalia, che dovrebbe chiudere il bilancio 2005 in rosso per circa 650 milioni di euro. Cifra che potrebbe addirittura raddoppiare per l'anno in corso. Le organizzazioni di categoria temono che l'aumento dei costi del lavoro e delle pulizie, soprattutto per l'effetto dei rinnovi contrattuali negli ultimi due anni con le ditte esterne, e la crescita degli ammortamenti possano dare vita una ristrutturazione aziendale con tagli al personale. Gli elementi di preoccupazione, però, riguardano anche l'eventualità non remota che le perdite possano tradursi in minori investimenti in tecnologie.
"Si addensano nuove nubi all'orizzonte - dice Franco Nasso, segretario nazionale della Filt-Cgil - vedremo se qualcuno vuole praticare la strada dei licenziamenti. Credo che non sia questo il modo per mettere a posto i conti. Parliamo di numeri che non incidono molto sul rosso di bilancio. La devastazione è più profonda. I conti dicono cose chiare. Piuttosto, quello che ci preoccupa di più è la prospettiva degli investimenti".
Nasso spiega che i "dati citati" da alcuni organi di stampa "corrispondono alla realtà dei fatti. Sono credibili - aggiunge - e indicano una situazione che per primi abbiamo denunciato, nell'assoluto silenzio delle Fs. Una situazione che si è aggravata con i tagli ai trasferimenti correnti della Finanziaria (circa 800 milioni sul bilancio della holding, ndr)". Sotto accusa è anche il management delle Fs. "C'è un azionista di riferimento - conclude Nasso - vedremo cosa accadrà. Credo che agli errori del management si siano aggiunti quelli del Governo".
Sulla stessa lunghezza d'onda l'Orsa, il sindacato dei macchinisti che il 5 aprile scorso ha effettuato uno sciopero di sette ore per la sicurezza sui treni. In particolare contro l'uso del Vacma, un sistema disegnalamento (denominato anche 'pedale dell'uomo morto') che obbliga il conducente del convoglio a schiacciare un pedale ogni 55 secondi per fare in modo che lo stesso mantenga desta l'attenzione. "Non è possibile fare ulteriori azioni sul lavoro - dichiara Bruno Salustri, segretario aggiunto dell'Orsa - abbiamo già dato e fatto enormi sacrifici. Non è possibile scaricare i costi nuovamente sui ferrovieri".
Secondo Salustri il "problema vero riguarda lo sviluppo di tecnologie. Siamo disponibili - prosegue - a discutere di riorganizzazione del lavoro e di flessibilità, ma solo se l'azienda investe di più. I tagli fatti dal Governo al trasporto ferroviario - lamenta il rappresentante dell'Orsa - sono stati talmente pesanti da far dubitare che si possano fare investimenti in nuove tecnologie per migliorare la sicurezza dei treni, affinchè disastri come quelli di Crevalcore e di Roccasecca non accadano più". Infine accusa: "La dirigenza delle Fs si è rivelata inefficiente per un motivo semplice: firma gli accordi e poi non li rispetta". |